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Piano di riequilibrio del comune di Adrano, interviene il Movimento 5 Stelle

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota stampa degli attivisti del Movimento 5 Stelle di Adrano.

Adrano_municipioSabato 3 settembre 2016 si è svolto ad Adrano uno tra i più importanti consigli comunali degli ultimi mesi, nel quale il punto fondamentale era la delibera o meno di approvazione del Piano di riequilibrio finanziario, a fronte del rischio di dissesto economico del Comune.

Pur nel raggiungimento del numero legale dei componenti del Consiglio, necessario per deliberare, erano assenti tanti consiglieri comunali: non ci è dato sapere se tale assenza fosse dovuta ad oggettivi problemi personali o ad una precisa scelta politica di “non essere presenti”.

Gli interventi dei consiglieri, soprattutto di quelli di opposizione, sono stati numerosi e volti al chiarimento dei seguenti dubbi: quali benefici può dare l’accesso al fondo di rotazione per sistemare i conti del Comune? A quanto ammonta il debito complessivo? Il Piano di riequilibrio quali vantaggi comporta? Sarebbe altresì più vantaggioso dichiarare il dissesto finanziario del Comune?

Dopo ampi interventi svoltisi in un clima pacato e senza toni accesi, si è passati alle dichiarazioni di voto: 4 consiglieri di opposizione sono usciti dall’aula e non hanno votato. La delibera di approvazione del ricorso al Piano di riequilibrio finanziario da parte del Comune di Adrano è stata approvata con 3 voti contrari, 2 astenuti e 12 consiglieri favorevoli.

Il Movimento 5 stelle di Adrano in relazione a tale delibera intende comunicare ai cittadini le proprie seguenti considerazioni: nella situazione attuale ci troviamo quasi costretti ad accettare il Piano di riequilibrio finanziario che ci impegna per 10 anni con un debito di circa 27 milioni di euro (la cifra esatta al momento non è dato saperla), a fronte della dichiarazione di dissesto economico. Ciò non esime l’Amministrazione comunale da precise responsabilità politiche in relazione a questa sorta di “spalle al muro”; dichiarare il dissesto significherebbe da una parte che gli attuali amministratori non potrebbero essere candidati e candidabili per 10 anni a qualunque tipo di consultazione elettorale (il che non sarebbe di certo una tragedia) ma soprattutto implicherebbe il fatto che i creditori del Comune non sarebbero pagati interamente per come spetta loro di diritto per lavori già svolti.

Ci chiediamo inoltre come mai questa stessa scelta non sia stata fatta due anni fa da questa amministrazione, visto che è già da qualche anno che la Corte dei Conti richiede un Piano di rientro finanziario adeguato.

Ci sembra doveroso infine sottolineare che scelte così importanti per il futuro della città e dei cittadini debbano, in base al principio della trasparenza, essere condivise e spiegate nel dettaglio a tutti: il saldo del debito in 10 anni obbligherà il Comune E QUALUNQUE FUTURA AMMINISTRAZIONE ad ulteriori tagli in beni e servizi pubblici, a posticipare l’assunzione a tempo indeterminato degli impiegati precari a contratto (non prima del 2019), a non poter assumere ulteriore personale per i prossimi 10 anni e a non consentire il calo delle aliquote dei tributi locali a carico dei cittadini.

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