Politica

“Potenziare la sicurezza all’interno delle guardie mediche e dei pronto soccorsi”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

Rischiare di essere aggrediti, derubati, minacciati oppure picchiati durante lo svolgimento del proprio dovere. Questo è quello che succede a tanti dottori che operano all’interno delle Guardie Mediche e dei Pronto Soccorsi di Catania e della provincia etnea. Strutture che accolgono necessità di ogni tipo e che finiscono spesso nel mirino di ladri, delinquenti oppure maleducati.  L’ultimo caso è ancora più grave dei precedenti perchè non riguarda un presidio sperduto in qualche zona remota della provincia ma il centralissimo “Vittorio Emanuele” di via Plebiscito. Un medico costretto a subire minacce e pressioni di ogni genere perchè la sua unica colpa era quella di aver fatto il proprio dovere. Già mesi fa ho presentato una interrogazione consiliare all’indomani dell’aggressione subita dalla dottoressa al presidio della guardia medica di Nicolosi, chiedendo sicurezza e serenità per chi svolge un lavoro così importante sul territorio. Interrogazione che ancora oggi non ha avuto risposta. Come consigliera comunale di Catania, esprimo, insieme al collega Giuseppe Catalano, profonda vicinanza e solidarietà alla dottoressa vigliaccamente aggredita al Vittorio Emanuele e, allo stesso tempo, chiedo il miglioramento degli standard di controllo all’interno di un servizio pubblico strategico ed indispensabile per l’intera collettività qual’e il pronto soccorso, così per la guardia medica e per il 118. Ci vuole un tavolo tecnico a cui devono partecipare Questura, Prefettura istituzioni politiche e tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine. Lo scopo è quello di assicurare ai presidi citati tutte le misure rivolte a garantire la sicurezza al personale medico in servizio, come previsto dalle normative vigenti. Personale che spesso si ritrova a lavorare da solo, e talora in luoghi isolati soprattutto nei paesi dell’hinterland etneo, per periodi prolungati. Nel ruolo che ricopre è ovviamente obbligato a dare accoglienza a qualunque richiesta di soccorso. Questa condizione espone inevitabilmente la categoria, soprattutto le donne, ad altissimi rischi.

Consigliera Comunale Ersilia Saverino

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