Politica

Presentata interrogazione parlamentare sulla discarica di Motta

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

L’on. Chiara Braga, componente della Commissione parlamentare Ambiente ha presentato una interrogazione al Ministro dell’Ambiente ed al Ministro degli Interni sulla vicenda legata alla chiusura della discarica di Motta S. Anastasia, ma a poche centinaia di metri dal centro abitato di Misterbianco.
L’on. Braga, accompagnata dall’on. Berretta, nei primi giorni di settembre era stata ricevuta in municipio dal sindaco Di Guardo che aveva sollecitato un intervento parlamentare a sostegno della chiusura della discarica di Valanghe d’Inverno.
“Ringrazio l’on. Braga che resasi conto della gravità della situazione, ha sposato il problema assieme agli altri parlamentari – ha detto il sindaco Nino Di Guardo – Adesso attendiamo le risposte dei Ministri, ma non demorderemo su tutti i fronti fino a quando si arriverà alla chiusura definitiva della discarica”.
L’interrogazione presentata dall’on. Braga è stata sottoscritta anche dagli on. Giuseppe Berretta, Giovanni Burtone, Alessandro Bratti, Luisella Albanella e Fausto Raciti.  (segue atto Camera)

 

 

Atto Camera
Interrogazione a risposta in commissione 5-09645

presentato da BRAGA Chiara

Giovedì 29 settembre 2016, seduta n. 682

proponente on.  BRAGA, cofirmatari on. BRATTI, on. BERRETTA, on. BURTONE, on. ALBANELLA e on. RACITI.

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,

Al Ministro dell’interno.

Per sapere

premesso che:

la cittadinanza di Misterbianco e Motta S. Anastasia, in provincia di Catania da quasi cinquanta anni convive e si misura con i gravi problemi legati alla presenza di due enormi discariche, ovvero quelle di contrada «Tiritì» e l’adiacente «Valanghe d’Inverno», a distanza di circa 500 metri dai rispettivi centri abitati;
la discarica di Tiritì della Oikos s.p.a., gestita attualmente in regime commissariale, nasce a poco a poco, dagli anni Settanta, espandendosi senza regole e accogliendo enormi quantità di rifiuti non differenziati. Già nel 1992, a fronte di criticità di gestione e proteste della cittadinanza interessata, ne viene richiesta la chiusura prima accolta dall’amministrazione regionale siciliana e poi ritirata con la riapertura del sito nel 1997 a causa della cronica situazione emergenziale del ciclo dei rifiuti in Sicilia;
il 19 marzo 2009 la regione siciliana con la firma dell’allora presidente Raffaele Lombardo al decreto n. 221 del 2009 autorizza l’ampliamento del sito di «Tiritì» a contrada «Valanghe d’Inverno», per altri 2.538.575,20 metri cubi di rifiuti non pericolosi. Tutto questo in un sito classificato a rischio frana R2, a pericolosità P2 e attraversato dal Torrente Rosa;
dopo aver lavorato in regime provvisorio e a quanto si apprende dalla stampa con precario iter autorizzativo la ditta Oikos ha ottenuto l’autorizzazione AIA, con delibera di giunta n. 83 del 9 marzo 2010, relativa a una discarica e bioreattore «in fase di realizzazione e prossima alla messa in funzione», nonché l’autorizzazione AIA con determinazione di responsabile del servizio n. 221 del 23 marzo 2009 relativa all’ampliamento della discarica esistente in contrada Valanghe d’inverno, e ha dato comunicazione di avere attivato a decorrere dalla data del 10 aprile 2010 l’impianto di trattamento di cui alla determinazione del responsabile del servizio n. 661/08;
in virtù delle gravi difformità segnalate dalla provincia regionale di Catania negli anni 2010-2011, l’assessorato ambiente ha convocato numerosi tavoli tecnici aventi ad oggetto le autorizzazioni precedentemente rilasciate. In data 5 aprile 2013 la Guardia di finanza di Catania eseguiva un decreto di sequestro preventivo d’urgenza nella discarica in contrada Tiritì, emesso dalla procura distrettuale per reati ambientali di cui agli articoli 29-decies e 137 del decreto legislativo n. 152 del 2006, nonché gli articoli 110 e 674 del codice penale. Le indagini hanno altresì consentito di rilevare che la società Oikos non aveva ottemperato alle prescrizioni previste per l’utilizzo dell’impianto di discarica così come indicate nell’AIA rilasciata dalla regione. Inoltre, sarebbero stati individuati scarichi di percolato con sversamento nel suolo e nel sottosuolo lungo la valle denominata Sieli, nonché nei torrenti Cubba e Rosa;
quasi contestualmente all’arresto del presidente di Oikos s.p.a. in data 8 agosto 2014, il prefetto di Catania emetteva con provvedimento n. 36608 un’informativa antimafia interdittiva nei confronti di Oikos a seguito di una richiesta di rilascio di informazioni in tal senso da parte del comune di Catania, cui seguiva, di concerto con l’Autorità nazionale anticorruzione, il commissariamento dell’impianto ai sensi dell’articolo 32 del decreto-legge n. 90 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 114 del 2014, in considerazione della stringente necessità di garantire la continuità di un servizio pubblico essenziale ed indifferibile quale è il servizio di igiene urbana ed ambientale e di smaltimento dei rifiuti;
il ciclo dei rifiuti in regione siciliana è ad oggi ancora dipendente da tali provvedimenti straordinari. In effetti, il 7 giugno 2016, la precedente ordinanza contigibile ed urgente in materia non era stata reiterata, poiché la regione attendeva l’accordo con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Tale vacatio legis, durata un giorno, ha comportato la chiusura della discarica di Siculiana e quella dell’Oikos di Motta Sant’Anastasia, con conseguenti problemi sulla raccolta dei rifiuti;
a corredo di quanto sopraddetto sulla discarica Oikos spa, sita in Motta Sant’Anastasia (CT), la relazione della «Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati» presentata in Assemblea il 12 settembre 2016 aggiunge inoltre che: «Proto Domenico era presidente della Oikos SpA, società che gestisce lo smaltimento di rifiuti non pericolosi a mezzo di una discarica sita in Motta Sant’Anastasia (CT), contrada Tiritì, come da autorizzazione AIA nr. DRS n. 562 del 27 giugno 2007. (…) Detta società aveva presentato agli uffici dell’assessorato in cui Gianfranco Cannova, dipendente dell’Assessorato regionale Territorio e ambiente e imputato, prestava servizio una richiesta di autorizzazione all’ampliamento della discarica nella limitrofa contrada Valanghe d’Inverno, anch’essa nel comune di Motta Sant’Anastasia. In sostanza Proto, all’epoca dei fatti gestiva due discariche, entrambe ai confini tra i comuni di Motta Sant’Anastasia e di Misterbianco, sempre in provincia di Catania: la prima discarica, sita in contrada Tiritì, era già operativa ed aveva provocato e lamentele della cittadinanza di Misterbianco per i cattivi odori e miasmi dalla stessa provenienti; la seconda discarica, sita nell’adiacente contrada Valanghe d’Inverno, era stata già autorizzata dalle autorità competenti, ma non era ancora operativa in quanto in attesa del collaudo dell’ampliamento richiesto dal Proto. Il comune di Motta Sant’Anastasia voleva ampliare il vincolo paesaggistico intorno al parco del castello di circa 200 metri un’iniziativa che, di fatto, sarebbe andata contro l’ampliamento della discarica sita in contrada Valanghe d’Inverno. Gli investigatori hanno dato atto che il sito privato di smaltimento rifiuti gestito dalla Oikos era tra i più grandi di tutta la Sicilia, con volumi d’affari di circa 30 milioni di euro di fatturato nel 2011. In particolare:
la società disponeva di un’area autorizzata di 30 ettari, di cui 20 coltivati a RSU (rifiuti solidi urbani);
la capienza della discarica era stimata intorno ai due milioni e mezzo di metri cubi;
la struttura nella contigua contrada Valanghe d’Inverno – oggetto della richiesta di ampliamento – si trovava a ridosso del comune di Misterbianco, ma nel comune di Motta;
i cittadini dei due paesi, come si evinceva dalle cronache locali e dall’attività di intercettazione, da anni si opponevano, riuniti in due comitati «No discarica», al detto ampliamento in contrada Valanghe d’Inverno, rivendicando il fatto che si tratterebbe in realtà di un impianto nuovo – non di un ampliamento – della capacità potenziale di tre milioni di metri cubi, che farebbero della discarica gestita dalla Oikos il sito emergenziale più grande dell’isola, preoccupati quindi delle ricadute sul piano della salubrità dei luoghi;
il sito insisteva in una porzione di territorio ancora più ampia in quanto, nelle adiacenze della discarica, si trova una discarica di inerti e una cava di sabbia, di proprietà della società, per un totale complessivo che supera i 200 ettari;
l’Oikos SpA da più di trent’anni opera nel settore della gestione ambientale, risultato dell’eredità imprenditoriale di tre generazioni;
nell’ambito del riciclaggio, la Oikos gestisce un impianto di triturazione d’inerti, mentre, nell’ambito dei servizi di gestione ambientale, la Oikos si occupa dei Servizi di gestione dei rifiuti urbani all’interno del Consorzio SIMCO per i comuni dell’ATO CT3, ovvero della raccolta dei rifiuti in alcuni centri etnei per conto della Simeto Ambiente. Inoltre, come accertato dalla polizia giudiziaria, all’epoca dei fatti non pochi ostacoli si frapponevano alle discariche in esame, e infatti:
il comitato «No discarica» di Misterbianco, nell’estate del 2011, aveva sollevato parecchi timori per il livello delle polveri sottili, chiedendo all’amministrazione regionale un intervento in tempi rapidi affinché si revocasse l’autorizzazione di ampliamento dell’impianto di smaltimento dei RSU e lo si delocalizzasse;
ad inizio di agosto l’ARPA aveva comunicato che i valori d’inquinamento, registrati alla fine di giugno, delle polveri all’interno della discarica di contrada Tiritì erano al di sopra dei limiti consentiti dalla legge, ed aveva invitato il gestore della discarica ad adottare ed a comunicare le soluzioni messe in atto per abbassare tale limite;
la discarica accoglie i rifiuti di diciannove comuni della fascia pedemontana;
l’ampliamento, deliberato dal governo Lombardo con due distinte autorizzazioni il 19 marzo 2009 e il 4 marzo 2010, di fatto consentirà alla Oikos di triplicare le dimensioni e gli effetti dell’impianto: il conferimento dei rifiuti giungerebbe di tal maniera a circa 2,5 milioni di metri cubi, con evidenti maggiori e consistenti profitti;
quale fosse l’interesse del presidente di Oikos SpA, Domenico Proto, nell’evitare intralci nel procedimento volto all’ampliamento è pienamente manifesto dalla nota da lui diramata in data 2 settembre 2011, ripresa in diversi siti Internet, con cui, con toni perentori, intimava: Oikos SpA si è già impegnata con diversi istituti bancari a sostenere esborsi economici, per investimenti direttamente o strettamente correlati ai predetti impianti autorizzati, per euro 31.622.264,10 di cui già spesi ad oggi pari ad euro 28.572.686,55. Risulta evidente che l’eventuale revoca in autotutela dei decreti ammessi provocherebbe ingenti ed ingiustificati danni economici all’intera collettività;
il riferimento è alle autorizzazioni integrate ambientali concesse dalla Regione quando il governo di Raffaele Lombardo decise di bloccare gli inceneritori programmati da Cuffaro: anche l’impianto di contrada Tiritì era ricompreso nella lista delle dodici discariche da ampliare, eppure la discarica era già attiva da trent’anni, ad una distanza dai centri abitati ben inferiore ai 5 chilometri prescritti da una legge del 1994;
da fonte di cronaca emerge anche una richiesta di revoca dell’ampliamento dell’impianto di contrada Tiritì sino a espandersi in contrada Valanghe d’Inverno, che il comune di Misterbianco ha reiterato con una nota del giugno 2012, a firma del sindaco Antonino Di Guardo, con cui si evidenziava: la mancanza della distanza minima prevista dalla legge che deve essere di oltre 5 chilometri dal centro abitato e la persistenza di odori nauseabondi con conseguenti disagi per la popolazione residente» –:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti;
quali iniziative di competenza intenda adottare per pervenire in tempi brevi, alla chiusura degli impianti;
quali iniziative, il Governo, per quanto di competenza, intenda assumere per garantire che la gestione dei rifiuti in Sicilia avvenga nel pieno rispetto dell’ambiente;
per quale ragione sia ancora in aggiornamento dalla data di ultima modifica del 3 marzo 2016 (ore 14.36) e quindi non pubblicamente consultabile a rigore di legge la pagina web http://www.prefettura.it/catania/contenuti/173806.htm del sito ufficiale della prefettura di Catania – ufficio territoriale del Governo, pagina riferita ai compensi relativi ai proventi di gestione finanziaria dell’«Appalto per la realizzazione e l’esercizio della discarica sita in contrada Valanghe d’inverno, nel territorio di Motta S.Anastasia – Società OIKOS S.p.A». (5-09645)

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