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Presentato a Catania il Rapporto Immigrazione Caritas/Migrantes: presenza sempre più massiccia di cittadini stranieri in Sicilia  

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A cura di Ornella Fichera

Venerdì 12 giugno, al Museo Diocesano di Catania, si è tenuta la presentazione regionale del XXIV Rapporto Immigrazione 2014: si tratta del dossier sull’immigrazione stilato ogni anno da Caritas e dalla fondazione Migrantes, che punta a leggere il fenomeno migratorio italiano non solo da un punto di vista statistico-quantitativo, ma anche qualitativo.
La presentazione è stata presieduta dal Direttore della Caritas diocesana Don Piero Galvano, da Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, e dal diacono Giuseppe Cannizzo, direttore dell’Ufficio Migrantes.
Al centro dell’analisi la situazione migratoria della Sicilia: la nostra isola sta accogliendo 16.500 stranieri, 260 ogni 100mila abitanti, contrariamente  al Veneto e alla Lombardia che ne stanno accogliendo 60 ogni 100mila abitanti (almeno quattro volte in più rispetto ad altre regioni italiane).
Rispetto all’anno scorso è aumentato il numero degli stranieri residenti: da circa 140.000 a 162.408, che corrispondono al 3,2% della popolazione regionale. Palermo (20,3%), Catania (18%), e Messina (17,0%) si confermano le città con la maggiore concentrazione di cittadini stranieri.  Rimane stabile la presenza delle donne che si attesta al 50,3%, e si diversificano le nazionalità visto che oltre alla storica presenza dei tunisini (17.876), aumentano rumeni (48.014), marocchini (14.398) e srilankesi (13.554).
Quanto alle rimesse, cioè quel denaro che i lavoratori stranieri trasferiscono alle famiglie residenti nel paese d’origine nonché strumento importante per la cooperazione dello sviluppo, purtroppo, sono in calo del 21%, segno della precarietà e della disoccupazione in cui versano i cittadini stranieri della Sicilia.
Insomma, da questo quadro ne esce che la Sicilia  paga la mancanza di un piano di accoglienza per chi chiede protezione internazionale (protezione sussidiaria, asilo e protezione umanitaria) non previsto dalla legge Bossi-Fini, una carenza  che ha prodotto solo emergenza e malaffare.
Il Rapporto 2014 – presentato in ambito nazionale lo scorso 4 giugno all’Expo Milano 2015 –  presenta quest’anno una specifica sezione dedicata all’Expo, con due argomenti:Il cibo come causa delle migrazioni” e “Il cibo come occasione di sviluppo”. È soprattutto la mancanza di cibo a creare povertà e disuguaglianza. Ogni anno 51 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni deperiscono a causa della malnutrizione e quasi 7 milioni muoiono. La più alta concentrazione vive nell’Africa Sub-sahariana. É l’Africa delle migrazioni. Ed è l’Africa dei migranti, che disperati attraversano il Mediterraneo sui barconi nei cosiddetti “viaggi della speranza”.

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