Politica

“Quale futuro per la casa dei bambini Sangiorgio Gualtieri?” la nota del presidente di “Progetto Vita”

Adrano. Zignale nuovo presidente del consiglio

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

Pietro Marino Biondi, Presidente di “Progetto Vita” Consorzio di Cooperative Sociali, essendo a conoscenza della convocazione di un Consiglio comunale straordinario, previsto per mercoledì 4 maggio 2016, avente per oggetto “Quale futuro per la casa dei bambini Sangiorgio Gualtieri” in una nota precisa quanto segue:

NOTA

Il Consorzio “Progetto Vita”, ente aggiudicatario dell’immobile in concessione denominato “Casa dei bambini Sangiorgio Gualtieri”, intende fare delle precisazioni in merito alla vicenda che sta creando non poche polemiche sul territorio adranita. Intanto, in qualità di Presidente, ci tengo a precisare che “Progetto Vita” è ente aggiudicatario in quanto ha partecipato ad una gara di rilevanza pubblica sul suolo nazionale con conseguente aggiudicazione. In quanto tale, è tenuto a rispettare delle regole ben precise derivanti dall’ Avviso di gara, a cui bisogna scrupolosamente attenersi, nonché al contratto regolarmente registrato (penale decadenza o nullità degli stessi).

Fatta questa dovuta premessa, mi preme rendere nota l’attuale intenzione del Consorzio che presiedo. In primo luogo oggi i nostri sforzi, in termini progettuali ed economici, sono orientati a restituire alla città di Adrano una struttura importante, sia dal punto di vista storico, sia da quello sociale e umano. I locali dell’immobile in questione, come è noto a tutti, versano in condizioni di inagibilità, essendo stati devastati e vandalizzati negli ultimi anni. Quindi, obbiettivo primario è il recupero materiale del bene.

In secondo luogo, consapevoli dell’odierna difficoltà in cui versano non solo i piccoli centri, o i grandi comuni, condizione da cui non sono esenti nemmeno le grandi città del sud, il progetto che stiamo valutando è di una o più attività, non esclusivamente proficue dal punto di vista economico ma che durino nel tempo, cioè che una volta avviate garantiscano una certa continuità lavorativa ai dipendenti e/o collaboratori.  Un’iniziativa di largo respiro insomma, e non fondata su “chiacchiere” o calcoli matematici avveniristici…

Non nascondiamo di essere rimasti profondamente colpiti dalla montagna di interventi e commenti, spesso senza né capo né coda, a tratti strumentali, ridicoli e soprattutto privi di fondamento. Ma, con grande sorpresa, abbiamo anche ricevuto attestazioni di stima e solidarietà da una consistente fetta di popolazione che non ha esitato a proporre idee e soluzioni innovative, tecnicamente sostenibili, superando di gran lunga tutte le supposizioni e le chiacchere generiche, basate sulle ipotesi e sul sentito dire. Uno fra tutti, l’interessante articolo pubblicato qualche giorno fa in un giornale online a cura di una ragazza di Adrano (http://www.lagazzettacatanese.it/di-vanessa-aiosa/). Citiamo la parte che ha suscitato maggiore interesse nel CdA del Consorzio e che stiamo valutando per il contenuto fortemente innovativo: Il centro, così creato, potrebbe diventare luogo di avanguardia per la sperimentazione di forme di aggregazione e integrazione tra varie culture, sottoposto allo sguardo vigile di più soggetti.

Ringraziando l’autrice, citiamo questo punto per portare l’esperienza di cooperative a noi consorziate, attualmente impegnate in iniziative organizzate dal Polo Interculturale catanese, volte a favorire il dialogo e ad abbattere le barriere di sesso, religione, razza, handicap, ecc… Portiamo l’esempio catanese di due nostre consorziate, non per dichiarare implicitamente una destinazione d’uso della struttura, ma solo per dare testimonianza dei progetti di aggregazione e di accoglienza, già previsti dal nostro statuto, che esprimono un’apertura e una capacità di adeguamento alle esigenze di una società in continua evoluzione.

Prima di prendere qualsiasi decisione sulla destinazione d’uso dei locali, il Consorzio, presente ad Adrano con attività e servizi dal 1998, opererà un fruttuoso confronto con gli operatori del Distretto socio-sanitario, tenendo conto di tutte le parti sociali. Sulla destinazione d’uso vale la pena di insistere, dato il clima di allarmismo che si è venuto a creare nell’ultimo periodo. Per capire cosa si può e cosa non si può realizzare, più che allo statuto, per molti versi discriminante (si legga per l’appunto l’art. 4 e 5 dello statuto della Sangiorgio Gualtieri, scaricabile dal sito della fondazione, in cui si afferma che non possono avere accesso alla struttura i bambini affetti da malattie contagiose, mentali, con mutilazioni o deformità) e non attuabile alla luce della Dichiarazione dei diritti del fanciullo, approvato il 20 novembre 1959 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e revisionata nel 1989, il Consorzio è obbligato a fare riferimento all’Avviso di gara pubblicato sul sito della Fondazione per la concessione dell’immobile (pag.6/21):

3.1 DESTINAZIONI D’USO COMPATIBILI – AMMISSIBILI

La Fondazione, al fine di agevolare l’insediamento di congrue ed articolate attività di valorizzazione della “Casa dei Bambini Sangiorgio Gualtieri”, individua gli utilizzi compatibili con i fini statutari e in coerenza con la valenza socio-culturale delle attività espletate negli anni, come segue:

3.1.1 Attività socio-assistenziali, per la tutela dell’infanzia, dell’adolescenza, dei giovani e della famiglia (comunità alloggio per minori, casa famiglia, ecc. ecc.);

3.1.2 Servizi educativi della prima infanzia;

3.1.3 Attività Ricreativa, didattico-educativa;

Alla luce di quanto stabilito nell’Avviso di gara, “Progetto vita” può scegliere di  attuare una o più delle seguenti attività “compatibile – ammissibile”. Alla pag.1 dell’Avviso di gara si legge inoltre: Le finalità principali del bene sono il suo completo recupero funzionale, onere dell’affidatario, alle destinazioni socio-assistenziali, e/o scolastiche e ricreative, ed l’utilizzazione del medesimo a fini economici.

Assodato ciò, spetta all’autonomia del Consorzio, nel rispetto dell’Avviso di gara, stabilire su quale segmento indirizzare le proprie attività e in seguito renderle note alla cittadinanza.

Nel mare delle polemiche e dei dibattiti, ribadiamo la presenza positiva di singoli individui che, ragionando con una mentalità proiettata al futuro e che guarda con forte ottimismo nei confronti del cambiamento, comprendono le potenzialità di una struttura come la Sangiorgio Gualtieri che sta per riprendere vita attraverso il potenziale umano e le professionalità del territorio. Chi, nella marea delle chiacchere si distingue proponendo percorsi di recupero sociale, aggregazione, solidarietà, insieme a progetti di volontariato e di interscambio culturale a servizio non di forze politiche ma di tutto il territorio, sarà tenuto in considerazione dallo scrivente, ben disponibile da sempre al dialogo e favorevole a un tavolo comune di studio in tale direzione.

 

Caltagirone, 02/05/2016

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