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Reggina-Catania 1-0: Corazza fa goal, Curiale no. Etnei ancora sconfitti

Davanti a quasi 12mila spettatori (compreso il Patron Nino Pulvirenti, a seguito dei rossazzurri dopo 4 anni) il Catania subisce la terza sconfitta stagionale perdendo per 1-0 contro la Reggina allo stadio Granillo di Reggio Calabria.

A distanza di quattro giorni dalla vittoria contro la Cavese, Camplone conferma lo stesso 11 che ha battuto la formazione campana (ad eccezione di Esposito per l’infortunato Silvestri) puntando sulla continuità per affrontare la squadra di Mimmo Toscano, che da parte sua punta sui big Bellomo e Reginaldo e sull’ex Blondett in difesa.

Pronti via e la squadra di casa passa in vantaggio: sull’out di destra Bianchi lancia in profondità Garufo che, approfittando di un errore di posizione della difesa rossazzurra, mette al centro per Corazza che tutto solo batte Furlan con il piatto destro.

Sono passati poco più di 120 secondi e gli amaranto sono già in vantaggio per la gioia del pubblico di casa.

Ci si aspetta la reazione da parte del Catania, ma in realtà, il goal subito non sveglia più di tanto i rossazzurri che, anzi, subiscono il pressing asfissiante della Reggina che blocca Lodi e di conseguenza tutta la manovra etnea e così il reparto offensivo rimane totalmente inattivo ed il portiere di casa Guarna rimane spettatore non pagante per la prima mezz’ora di gara.

Al 31esimo la Reggina va nuovamente in rete a seguito di un errore di comunicazione tra Furlan ed Esposito, sugli sviluppi di un corner, che consente a Corazza di segnare a porta vuota, ma l’arbitro annulla per una posizione di fuorigioco dell’attaccante al momento del tiro.

Dopo pochi minuti arriva il primo tiro in porta del Catania con Mazzarani che sfruttando una torre di Di Piazza, calcia al volo al limite dell’area di rigore impegnando seriamente il portiere avversario.

L’episodio da fiducia ai rossazzurri che negli ultimi 10 minuti alzano il proprio baricentro e provano a schiacciare i padroni di casa nella propria metà campo, ma senza rendersi ancora pericolosi, eccezion fatta per un colpo di testa di Di Piazza uscito fuori alla destra di Guarna. Dopo due minuti di recupero l’arbitro manda tutti negli spogliatoi a conclusione di un primo tempo che ha visto per oltre mezz’ora una sola squadra in campo, la Reggina, e negli ultimi 10 minuti un ritorno del Catania che ha provato a far sentire la propria voce.

All’avvio di ripresa Camplone toglie Di Piazza e Pinto (quest’ultimo già ammonito) inserendo Curiale e Biondi, con il giovane terzino che torna in campo dopo il buon esordio di Avellino.

Passano pochi minuti e su un cross perfetto di Mazzarani, Curiale si trova tutto solo al centro dell’area di rigore, ma il numero 11 calcia di sinistro mandando a lato da posizione perfetta.

Errore da matita rossa per l’attaccante di origine tedesca che dimostra ancora una volta di non avere la lucidità e la concretezza che due stagioni fa gli consentirono di conquistare il titolo di capocannoniere.

Il Catania continua ad insistere e ci prova Welbeck con un tiro dalla distanza che Guarna para in due tempi e poi lo stesso portiere è bravo su corner ad anticipare Curiale.

La Reggina si riorganizza e, grazie anche all’inserimento di Rivas al posto di Reginaldo, va più volte vicina al raddoppio, ma Furlan si supera parando due conclusioni ravvicinate di Bellomo e Corazza mentre poco dopo è proprio Rivas che da buona posizione calcia di poco a lato.

Camplone, poi, si affida all’esperienza di Llama e all’energia del giovane Di Stefano, ma i rossazzurri, pur provando a fare girare bene il pallone, non riescono a rendersi pericolosi.

Nella Reggina l’ingresso del Tanque Denis, ex attaccante di Napoli ed Atalanta, esalta il pubblico di casa che dopo cinque minuti di recupero fa festa per il triplice fischio dell’arbitro che decreta la fine della partita e i tre punti per la squadra calabrese.

Il Catania, così, incassa la terza sconfitta esterna consecutiva dopo Potenza e Monopoli e se oggi, dal punto di vista del gioco, si è visto un leggero miglioramento, Camplone non può essere certo soddisfatto per gli errori gravi commessi sia in fase difensiva che sotto la porta avversaria.

Si fa forza l’idea, cercando di dare una lettura alla metamorfosi che questa squadra ha tra le gare in casa e quelle in trasferta, che questo gruppo, falcidiato da infortuni e con tre potenziali titolari messi fuori rosa, non ha la capacità di affrontare al meglio la pressione di campi come quelli in cui il Catania ha perso nelle ultime settimane.

Serve una svolta importante, sin da domenica prossima a Terni, perché con questo trend sarà difficile aspettarsi un campionato di vertice da parte del team rossazzurro.

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