Sport

Reggina – Catania 3-0. Brutta prestazione, tornano gli spettri del passato?

In uno stadio Granillo con un pubblico da categoria superiore (oltre 9mila biglietti venduti) i padroni di casa della Reggina ospitano il Catania in una gara che rievoca vecchie sfide da Serie A.

Supportati da oltre 300 catanesi giunti in Calabria sulle ali dell’entusiasmo per gli ultimi risultati ottenuti, i rossazzurri allenati da Novellino scendono in campo con l’ormai consueto 3-5-2 che tanto bene ha fatto nelle due vittorie contro Catanzaro e JuveStabia. Unica differenza rispetto alla gara di 7 giorni fa l’assenza di Marco Biagianti, fermatosi per un problema muscolare, sostituito da Rizzo nuovamente a disposizione dopo lo stop per squalifica.

Dall’altra parte gli amaranto allenati da Drago si schierano con un 4-3-1-2 con il trequartista Bellomo, giocatore dal passato importante con la maglia del Bari in Serie A, che agisce dietro Strambelli e Doumbia data l’assenza del vero centravanti Baclet, assente per squalifica.

Sin dai primi minuti s’intuisce che la Reggina vuole invertire il trend delle ultime partite che hanno portato pochi punti alimentando voci su un possibile esonero di Drago e, così, sono gli amaranto a fare la gara e a rendersi pericolosi con gli uomini d’attacco, in particolare con un ispirato Bellomo.

In casa Catania, invece, squadra che attende l’avversario provando qualche timido tentativo di contropiede ma Marotta e Di Piazza spesso sono troppo soli per poter impensierire la difesa avversaria. Al 12esimo i padroni di casa passano in vantaggio grazie a Strambelli che, al centro dell’area di rigore, con un sinistro velenoso batte Pisseri su uno splendido assist di Doumbia.

Il Catania prova a reagire subito con una bell’azione corale che porta Bucolo alla conclusione ben neutralizzata dal portiere di casa Confente, ma nei minuti successivi sono ancora gli amaranto a rendersi pericolosi prima con Bellomo, colpo di testa pericoloso seppur in fuorigioco, e poi con Strambelli con un bel tiro dalla distanza respinto da Pisseri. Dopo solo un minuto di recupero l’arbitro manda tutti negli spogliatoi con la Reggina meritatamente in vantaggio.

Ad inizio ripresa ci si aspetta un Catania diverso e pronto a reagire ed invece sono i calabresi a trovare subito il raddoppio. Lancio in area di rigore da parte di De Falco, autentico padrone del centrocampo, per Doumbia che in area di rigore viene steso in maniera netta da Silvestri. Rigore sacrosanto che Bellomo trasforma spiazzando Pisseri e facendo esplodere il Granillo.

Il Catania accusa il colpo e, per certi aspetti, esce totalmente dal campo quando ancora mancano 40 minuti al 90esimo. I rossazzurri, infatti, non riescono mai a farsi pericolosi in attacco e, anzi, al 55esimo subiscono la terza con uno splendido sinistro a giro di Strambelli che s’infila all’incrocio dei pali. Goal stupendo per il giocatore della Reggina che già nel girone d’andata, quando indossava la maglia del Potenza, aveva segnato ai rossazzurri.

Da quel momento in poi Novellino le prova tutte per cambiare marcia e svegliare i propri ragazzi, ma anche l’ingresso di Curiale, Llama, Sarno, Carriero e Valeau non danno nessuna nuova verve al gioco etneo. Ad un minuto dal 90esimo Curiale viene punito per un fallo di reazione con il cartellino rosso e questo gesto, unito alla reazione nervosa di Marotta al momento della sostituzione, fa intuire che in casa rossazzurra il tasso di nervosismo è molto elevato.

Dopo tre minuti di recupero il fischio finale dell’arbitro sancisce la vittoria meritata della Reggina (prima interna per il tecnico Drago) che esce tra gli applausi del suo pubblico. Il Catania torna dalla trasferta nella città dello stretto con ambizioni notevolmente ridimensionate. Prestazione opaca che fa tornare in mente gli spettri delle trasferte giocate sotto la gestione Sottil e sotto questo aspetto il lavoro di Novellino deve essere ancora tanto se si vogliono affrontare le prossime gare con un piglio diverso. Peccato per gli oltre trecento tifosi catanesi che speravano di tornare da Reggio con una vittoria ed, invece, ancora una volta la domenica si chiude con un boccone amaro.

In alto