Politica

Regolamento unico dei Servizi sociali di Catania: solo un’operazione di facciata. Il M5S presenta le sue osservazioni.

Il Regolamento unico per l’accesso ai servizi sociali, così come è stato formulato dall’amministrazione comunale di Catania, non dovrebbe essere portato in votazione perché è solo un’operazione di facciata, vuota di contenuti, che non rispetta la normativa vigente. Un’occasione mancata, null’altro.
L’assessore ai Servizi sociali, Angelo Villari, ha offerto ai cittadini la possibilità di contribuire alla redazione del testo. In quest’ottica, il meetup Catania5Stelle di piazza Guardia ha oggi protocollato una lettera, sottoscritta anche dalla senatrice del M5S Nunzia Catalfo, con alcune osservazioni.
Sulla traccia di regolamenti già approvati in altre città, l’amministrazione di Catania ha presentato un testo che, al di là di un riordino delle attuali procedure in uso, non aggiunge nulla. E’ una fotografia di quello che gli uffici dell’assessorato al Welfare già praticano da tempo. Quello che mancava (che è la parte più importante) continua a mancare e non vengono recepite – dopo ben 14 anni dalla sua approvazione – le prescrizioni della legge quadro nazionale 328 del 2000.
In particolare, si omette di trattare tutta quella parte che si occupa degli strumenti a tutela dei cittadini (che sono i beneficiari), in merito all’accesso ai servizi e ai procedimenti di ricorso. Tutte le “novità” presenti nel Regolamento rinviano all’obsoleta carta dei servizi del comune, che non è mai stata adeguata ma “lo sarà a data da destinarsi” (art. 38 norma di rinvio).
La carta dei servizi sociali è oggi un atto dovuto che non si può più rimandare, è strumento di trasparenza e tracciabilità, il metro che permette al cittadino di misurare la qualità dei servizi e di esercitare i suoi diritti. L’articolo 13 comma 2 della legge quadro nazionale lo dice a chiare lettere: “Nella carta sono definiti i criteri per l’accesso ai servizi, le modalità del relativo funzionamento, le condizioni per facilitarne le valutazioni da parte degli utenti e dei soggetti che rappresentano i loro diritti, nonché le procedure per assicurare la tutela degli utenti. Al fine di tutelare le posizioni soggettive e di rendere immediatamente esigibili i diritti soggettivi riconosciuti, la carta dei servizi sociali, ferma restando la tutela per via giurisdizionale, prevede per gli utenti la possibilità di attivare ricorsi nei confronti dei responsabili preposti alla gestione dei servizi”.
Il nuovo regolamento, invece, omette tutto questo, non garantisce basilari diritti dei cittadini e poco o nulla dice per contrastare le discriminazioni e i disagi delle fasce più deboli e delle persone disabili.
Ci auguriamo, pertanto, che le nostre osservazioni, pur se formulate e presentate nei brevi termini posti da questa amministrazione, vengano accolte dagli organi competenti.

Nunzia Catalfo, portavoce M5S al Senato

 Meetup Catania5stelle.it
Piazza Santa Maria della Guardia, 18

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