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Renzi pianifica due inceneritori per la Sicilia, dura risposta dell’Associazione Rifiuti Zero Sicilia

Rifiuti Zero Sicilia

Il governo Renzi si accorge dell’emergenza rifiuti in Sicilia solo per regalarci 2 megainceneritori da 350mila tonnellate ciascuno?

La Sicilia produce circa 2 milioni di tonnellate di rifiuti l’anno ed i due impianti sarebbero a servizio del 35% dei rifiuti prodotti, ponendo secondo il governo un obiettivo di raccolta differenziata del 65%. Ma questi numeri sono assolutamente fuori dalla logica:

Nei 2 milioni di tonnellate di rifiuti anno, secondo la statistica nazionale di produzione dei rifiuti (unico riferimento ad oggi visto che non sono a disposizione i dati sulle frazioni merceologiche realmente prodotte in Sicilia), ci sono circa il 40% di umido, il 25% di carta e cartone, il 15% di plastiche, l’8% di vetro ed un 2% di alluminio. Ciò significa che abbiamo un 90% di rifiuti che possono essere potenzialmente riciclati, per le frazioni secche e compostate, per le frazioni umide. Resta un 10% di indifferenziato. Ricordiamo che, per le frazioni secche, i comuni riescono a percepire fino a 400€/tonn di contributi CONAI, risparmiando, inoltre, sul mancato conferimento in discarica.

Non va dimenticato che la parte comburente, essenziale per l’inceneritore, è costituita soprattutto da carta e plastica (materie prime che hanno un alto valore per il consorzio CONAI), ecco perché riteniamo che il piano degli inceneritori è oltre modo sbilanciato verso l’incenerimento e questo metterebbe a dura prova tutte le raccolte differenziate vincenti che si basano sulle entrate, per l’ente pubblico, dei contributi CONAI. I comuni sarebbero costretti a pagare per incenerire i propri rifiuti (non va dimenticato che gli inceneritori sono costruiti da privati) sottraendo una buona quantità di preziose risorse. Per arrivare alle 350 mila tonnellate di rifiuti anno da bruciare, posto che l umido non si può incenerire e che la carta e la plastica sono un 40% totale dei rifiuti che, ci auguriamo, non vadano tutti inceneriti, sarà certamente autorizzato di bruciare anche rifiuti speciali (liquidi o solidi), in cui si nasconde il vero business. Con questo scenario, sarà inevitabile la formazione di diossine, in quanto le materie plastiche forniscono la frazione organica della molecola e i rifiuti speciali contenenti bromo e cloro forniscono la parte inorganica, dando vita cosi alle molecole più tossiche che l umanità abbia mai creato, che si diffonderanno nell’aria, nella terra che circonda gli inceneritori e nelle ceneri che si formano e che dovranno essere smaltite.

Tutto questo è assolutamente fuori dalla logica delle direttive europee sui rifiuti, oltre che di un Paese moderno: bisognerebbe diminuire le emissioni, non aumentarle, bisognerebbe produrre energia, ma con impianti che non prevedono la combustione. Servono gli impianti di compostaggio in Sicilia, attraverso i quali è possibile produrre energia con i processi di digestione anaerobica, distribuiti nel territorio dando la possibilità agli agricoltori di gestirli o a nuovi privati.

Ci consola solo il fatto che ci sono sindaci in Sicilia che hanno capito come far uscire la nostra regione dal baratro e che, quotidianamente, dimostrano grande attaccamento alla cosa pubblica e all’ambiente. Sarà con loro che ci opporremo con tutte le forze a questo scempio che la nostra meravigliosa terra non può più subire.

Ass. Rifiuti Zero Sicilia

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