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Rifiuti, a Catania revocato il bando per l’avvio del porta a porta. Rifiuti Zero Sicilia chiede chiarimenti

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

In questi giorni la città di Catania è sommersa di rifiuti a causa del ritardo del pagamento degli stipendi dei lavoratori della ATI IPI-OIKOS che non riceve i soldi dal Comune stesso. Leggiamo dalla stampa che si chiede senso di responsabilità ai lavoratori mentre i Commissari straordinari nominati dal Prefetto percepiscono stipendi da capogiro per gestire un’azienda che si è vista ritirare il certificato antimafia, la stessa che gestisce la discussa discarica di Motta Sant’anastasia. Nel frattempo succede l’inverosimile. Il 18 Agosto l’ufficio ecologia pubblica un bando avente per oggetto: “ATTIVITA’ DI ANIMAZIONE TERRITORIALE PER L’AVVIO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA IN PARTE DEL TERRITORIO COMUNALE” con scadenza il 7 settembre. Il bando ricerca associazioni Onlus e di volontariato esperte nel settore della comunicazione ambientale per svolgere un’attività di consegna kit, formazione ed informazione al cittadino nella zona in cui dovrebbe partire il porta a porta. Eravamo piacevolmente stupiti del bando perché finalmente potevamo partecipare concretamente, ritenendo di avere i requisiti, ad un progetto da svolgere anche in una grande città come quella di Catania. Abbiamo svolto già diversi incarichi importanti per diversi comuni siciliani e giudicavamo il bando, sia nella forma che nella sostanza, un piccolo passo verso il tanto agognato porta a porta. I requisiti di partecipazione allo stesso, inoltre, portavano a sperare che venisse premiato il merito. Per questo, dopo una serie di riunioni interne all’associazione, abbiamo deciso di partecipare. Con molto stupore, controllando il sito internet del comune, abbiamo constatato che il bando è stato revocato subito dopo la data ultima della consegna e dopo che sono state presentate le candidature delle associazioni. Nessuna spiegazione ufficiale ad oggi arriva da parte del Comune.

revoca_avviso_atività_comunicazioneNon capiamo cosa possa essere successo. Riteniamo che questa incertezza continua noccia gravemente alla salute di un servizio di gestione dei rifiuti in continua agonia per colpa di ormai sempre più evidenti interessi economici malati radicati in città. Tutto questo conferma, purtroppo, la cattiva gestione di un settore strategico della vita quotidiana di una città che, ricordiamo, è costata ai contribuenti già 300 milioni di euro in 5 anni. Chiediamo, pertanto, spiegazioni pubbliche su questa improvvisa marcia indietro da parte del Comune perché riteniamo che un bando pubblico non possa essere revocato con queste modalità nella seconda città più grande della Sicilia. Non lo accettiamo e per questo attendiamo le risposte della Pubblica Amministrazione per capire quali siano i motivi di una revoca dopo che la stessa pubblica amministrazione ha pubblicato il bando.

Il Presidente Dr. Chim. Danilo Pulvirenti

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