Cronaca

Rifiuti, zero alibi

Motta Sant’Anastasia , tardo pomeriggio/sera del 14 settembre 2019, l’anfiteatro del parco urbano di via Napoli ha ospitato l’ennesima Assemblea Pubblica dei Comitati No discarica di Motta e Misterbianco sotto lo slogan “ ne abbiamo pieni i polmoni”, “NO DISCARICA ORA E SEMPRE”, per contrastare l’ennesima autorizzazione integrata ambientale  regionale di durata decennale a favore della discarica Oikos, specificamente per la vasca di contrada “Valanghe d’inverno”, ricadente nel comune di Motta Sant’Anastasia e sita a ridosso del centro abitato di Misterbianco.

L’assemblea pubblica è stata presenziata da circa 300 persone, inclusi alcuni rappresentanti del Comitato No Discarica di Catenanuova, del Presidio Partecipativo del Patto di Fiume Simeto e dell’Associazione Rifiuti Zero Sicilia. Il focus del dibattito si è centrato  sull’immediato delle  iniziative di protesta da mettere in campo, per es. occupazione permanente del comune,  lenzuolate  fino a Palermo, “gita” presso l’assessorato Acqua, Rifiuti, Energia, e le proposte di implementazione di uno studio epidemiologico e della “VIS” , valutazione d’incidenza sanitaria di cui i gruppi parlamentari all’Ars dovrebbero farsi portavoce.

È  stata pur proposta la visione della strategia rifiuti zero, l’unica in grado di produrre il cambiamento della società a medio-lungo termine, tuttavia non sembra che gli organizzatori l’abbiano giudicata propizia per questa battaglia oramai decennale.  

 A Motta le royalties della discarica  continuano  ad acquietare  gli animi del comune e  della maggior parte della popolazione;  nonostante   all’inizio del 2017 s’è stoppato il  progetto privato per un’ impianto di incenerimento, la percentuale della raccolta differenziata si attesta al 20%; molto duro è  il “terreno” per civismo e cultura ambientale a salvaguardia dei diritti della generazione dei giovani che ancora vivono qui.

Misterbianco patisce i miasmi della medesima discarica, vi si oppone a forza di “carte bollate” e tenendo a dieta l’ecomostro con  alte percentuali di raccolta differenziata che producono anche ingenti risparmi di spese del servizio di conferimento, tuttavia pare esser miope di fronte a visioni di economia circolare.

Le responsabilità della Regione Siciliana si sintetizzano nei 20 anni di gestione rifiuti emergenziale, 2 Piani dei rifiuti disattesi che hanno bloccato  la progettazione di impianti.

I Comuni riuniti prima in “Ato” ora “SRR”, in barba alle leggi vigenti, perseverano nella loro inerzia in fatto di  programmazione e localizzazione degli impianti, omissioni in qualche caso dolose per avvantaggiare i privati così come accertato dalla magistratura.

Tuttavia da una ventina di mesi a questa parte l’aumento della differenziata è oramai un dato inoppugnabile in Sicilia escluso il messinese e  la situazione disastrosa delle città di Palermo e Catania per le quali si spera nelle cure ministeriali se non nell’intervento divino!

Per gli impianti la regione siciliana ha diffidato i comuni della Sicilia orientale, quasi totalmente inadempienti .Positiva eccezione l’agrigentino con tre impianti pubblici finanziati (1 discarica e 2 impianti di compostaggio) a Sciacca, Casteltermini, Ravanusa, e la SRR Agrigento Ovest che ha consegnato un progetto in “solo” un anno.

 Spogliamoci degli alibi  e compiamo le scelte politiche che eliminano dal vocabolario le parole rifiuti (in natura non esistono) e crisi (perenne).

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