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S. Maria di Licodia mostra ai “simetini” la bellezza del recuperato lavatoio e della fontana del cherubino, la Summer school il roseo futuro della nostra valle

L’incontro pomeridiano oltre a svelare  i risvolti del lavoro progettuale della scuola estiva di rigenerazione rurale e urbana Coped 2015, è stato l’occasione per l’inaugurazione dell’area del lavatoio licodiese ripulito e restaurato nel breve volgere di un anno grazie alla collaborazione della migliore cittadinanza e al fondamentale intervento di supporto del Gal Etna e delle istituzioni locali, le quali hanno di comune accordo deciso l’intervento sopra descritto.

È toccato al sindaco Totò Mastroianni  il taglio del nastro e il compito di fare gli “onori di casa” al cospetto della nutrita schiera di ospiti (molti sindaci del Gal Etna, il Presidio partecipativo del Patto di fiume Simeto, i membri della summer school, il numeroso pubblico).

Sembra si stia progressivamente affermando la mentalità della omogeneità  di territorio che può far ben sperare per lo sviluppo  dei nostri luoghi.

Tra i tanti interventi ci piace riportare quello del Prof. Mario La Rosa, il quale più di tutti ha creduto alla rinascita della zona della fontana del cherubino investendovi  energie morali e materiali  per l’insediamento di un agriturismo.

In effetti a prescindere dall’eco-mostro di cemento che si staglia sulla strada immediatamente a monte della fontana, dal lavatoio si gode una visione splendida della valle, del Simeto e dei monti Erei che dolcemente digradano verso il fiume, della collina di Paternò.

È toccato al ricercatore presso la Memphis University Antonio Raciti condurre la presentazione della Summer school coped 2015 e del lavoro di finalizzazione dei progetti.

L’evento bissa quello dell’anno precedente e risponde alla logica del “service learning”( imparare servendo) la comunità; la metodologia della scuola è quasi etno-grafica, e pertanto si avvale del processo dal basso, delle idee progettuali della gente dei luoghi; i progetti sono in fase di elaborazione embrionale (molti), alcuni “ready to start”.

La presentazione della progettazione ha dato priorità alla tematica delle acque e dei rifiuti; la prima a dire il vero ha  già instaurato un virtuoso percorso di lavoro comune con la regione Sicilia per la scrittura del piano di gestione delle acque e del rischio alluvioni (si ricorda il precedente articolo sull’ evento di Regalbuto degli inizi del mese); il secondo verte sull’implementazione della strategia rifiuti zero (c’è stata l’individuazione di una best practice da seguire, segnatamente il progetto integrato  di Oporto e di altri otto comuni del circondario).

Il tavolo cultura oltre al turismo mira alla creazione dell’identità di valle; a tal proposito si procederà a creare un atlante del patrimonio materiale e immateriale delle valle a supporto di futuri progetti di sviluppo rurale; esempi di interventi concreti sono la creazione di una  rete di musei diffusi, il progetto di rivitalizzazione dei centri storici e degli spazi pubblici locali.

Il tavolo mobilità della valle e dei singoli comuni punterà a restaurare i collegamenti tra paese e paese e le strade che scendono a valle o che corrono lungo di essa (anche ferrovia).

Il tavolo agricoltura parte dalla ricognizione dei soggetti  e del paniere dei prodotti locali, prosegue con la certificazione di qualità auto-prodotta, prevede l’abbattimento del caporalato, l’inclusione sociale, la creazione di opportunità lavorative, l’implementazione del ciclo dell’economia circolare,  progetti di educazione alimentare e   promozione di bio-architettura. Altri accenni sono stati fatti alla mappatura dei numerosi terreni abbandonati, alla creazione di un marchio di qualità (Alto-medio, basso).

Ad ogni modo ci piacerebbe scrivere con maggior cognizione di causa degli argomenti sopradetti , e/o ricevere contributi  dagli esperti dei  tavoli di lavoro, ciò a  prescindere dalla pubblicazione del report finale  sul sito www.cardisiciliani.org.

Pietro Benina

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