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San Giovanni La Punta. Il M5S interviene sulla questione “streaming” al consiglio comunale

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

In un articolo pubblicato su “La Sicilia” del 22 agosto scorso, il vice-presidente del Consiglio Comunale di San Giovanni La Punta, Scuderi, avanzava dei dubbi sulla fattibilità delle riprese in streaming delle sedute del Consiglio. Precedentemente, la portavoce dei cittadini per il Movimento 5 Stelle Giusy Rannone aveva richiesto al Consiglio comunale di attivare tale procedura di informazione della popolazione, in quanto si ritiene lo streaming non solo fattibile, ma richiesto da diverse norme nazionali e approvato dal garante della privacy, in quanto non lede l’immagine privata.

Tra gli obiettivi prioritari della Pubblica Amministrazione vi è, infatti,  la trasparenza ed il miglioramento dei rapporti tra cittadino e Amministrazione.  A tal proposito esistono già gli strumenti legislativi che regolano tali aspetti ed in particolare il “Codice dell’Amministrazione Digitale” definito con il Decreto Legislativo n° 52 del 7 marzo 2005 e successivamente integrato con il Decreto Legislativo 4 aprile 2006, n° 159. Se ne richiamano i contenuti dell’articolo 9: “Lo Stato favorisce ogni forma di uso delle nuove tecnologie per promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini, anche residenti all’estero, al processo democratico e per facilitare l’esercizio dei diritti politici e civili sia individuali che collettivi.” Inoltre, recenti normative hanno imposto, in Italia, l’utilizzo della rete come strumento di comunicazione con il cittadino a garanzia di un’elevata trasparenza secondo i dettami del recente decreto legislativo n° 190 del 6 Novembre 2012 ( ed in particolare con riferimento all’articolo 1 comma 35) aumentando la crescita dell’adozione di strumenti audiovisivi e telematici per incentivare e migliorare il rapporto con gli utenti che si rivolgono alla pubblica amministrazione.

Le moderne tecnologie consentono la trasmissione in streaming e la possibilità di registrare le sedute (podcasting) per un tempo indefinito; con legge dello stato 241/90 (e successive modifiche), all’art. 1 si stabilisce che l’attività amministrativa è retta dai criteri dell’economicità, pubblicità, efficacia e trasparenza. Se non bastasse, la legge 150/2000 (comunicazione pubblica) sancisce l’obbligo delle amministrazioni di informare i cittadini sulle attività delle stesse amministrazioni; conformemente, il D.lgs 267/2000 (testo unico sulle autonomie locali) con l’art. 10 stabilisce il diritto di accesso e di informazione su tutto l’operato degli organi comunali e dell’amministrazione; in particolare, l’art. 38 comma 7 stabilisce che le sedute del consiglio sono pubbliche salvi i casi stabiliti dal regolamento del Consiglio.

Premesso ciò, si vogliono portare all’attenzione del vicepresidente Scuderi e di tutto il Consiglio comunale alcuni punti di fondamentale importanza a sostegno della necessità della diretta streaming:

–  le sedute del Consiglio Comunale sono pubbliche e sono la massima espressione del lavoro istituzionale dell’Amministrazione Comunale;

–  tutti i Consiglieri sono pubblicamente eletti e svolgono una funzione pubblica durante il Consiglio Comunale;

– i consiglieri devono rispondere alla cittadinanza del loro operato ed i cittadini devono poter venire a conoscenza dell’attività amministrativa degli eletti, ma molti cittadini, per problemi di lavoro, studio, di salute o familiari non possono partecipare direttamente a tali sedute;

– il garante della privacy si era già espresso nel 2002 nel merito della pubblicazione in streaming dei Consigli Comunali in riferimento alle normative vigenti (Decreto Legislativo n°267/2000).

– il Garante per la protezione dei dati personali, con parere del 28 Maggio 2001, ha affermato che “è possibile documentare via Internet lo svolgimento delle sedute pubbliche del consiglio comunale, purché i presenti ne siano informati e non vengano diffusi dati sensibili”;

– un’operazione che può favorire la puntuale informazione è la video pubblicazione dei lavori dei Consigli Comunali sul sito web del Comune o su altra piattaforma accessibile al pubblico. Tale operazione, se realizzata sfruttando servizi web gratuiti e le attuali infrastrutture del Comune, può essere realizzata a costo quasi zero;

– la videoregistrazione, essendo realizzata al solo scopo documentativo può essere effettuata dalla postazione fissa presente in sala consiliare, senza la necessità di un operatore specializzato con la possibilità di utilizzare uno dei numerosi mezzi che la tecnologia mette ormai a disposizione.

– i Comuni che hanno adottato tale politica di diffusione delle informazioni hanno riscontrato un deciso incremento della partecipazione dei consiglieri alle sedute ma soprattutto un sensibile incremento della partecipazione diretta dei cittadini alle attività dell’amministrazione comunale;

dal punto di vista prettamente economico, è uno tra gli interventi meno costosi che un’Amministrazione comunale possa porre in essere.

Quindi, ancora una volta il M5S chiede trasparenza a costo zero. Quali possono essere le ragioni per bloccare questa iniziativa? L’attaccamento ad un regolamento comunale che non può essere “modernizzato”? La voglia di restare ancorati ad uno status-quo inattaccabile?

Ancora una volta si attenderanno risposte.

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