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Se si pensa alla Sicilia (e a se stessi) e non ai siciliani – Blog Galante

E’ incredibile il contrasto tra quello che è avvenuto in questi giorni a Messina e le parole del nostro Presidente del Consiglio “Il ponte sullo stretto si farà!”.
Intendiamoci il ponte è un’opera necessaria. Nel 2015 un collegamento terrestre tra la Sicilia ed il continente è scandaloso che non sia stato realizzato prima. Se si pensa che milioni di siciliani e di turisti siano costretti a muoversi affidandosi agli stessi mezzi di comunicazione di un secolo prima è semplicemente pazzesco ma ancora più pazzesco è che una città bellissima, di oltre centomila abitanti, come Messina sia costretta a restare più di 10 giorni senz’acqua perché l’unica conduttura viene spazzata via da una frana in movimento da tempo e che fino a poco tempo fa era monitorata da un sistema di sensori costato più di 20 milioni.
Conosco la Sicilia, la rispetto e la amo e non voglio soffermarmi sull’inesistenza, almeno in questa circostanza, del governo regionale e non voglio neanche soffermarmi sull’inspiegabile lentezza nel riparare una conduttura ma vorrei fare una semplice riflessione.
Non una parola o un euro è mai stata speso in Sicilia per il dissesto idrogeologico, per la disoccupazione, per le infrastrutture assenti, per la qualità della vita, per l’emergenza immigrati… e adesso spendiamo chissà quanti miliardi per il ponte. La domanda è “Non vi viene il dubbio che Renzi se ne freghi altamente della Sicilia e voglia costruire il ponte come monumento a se stesso?”. Invece di un bel busto di marmo realizza un ponte. Riprende l’abitudine degli imperatori romani che realizzavano opere monumentali per restare nella storia quindi dopo l’anfiteatro Flavio ed il vallo di Adriano i libri di storia parleranno di un ponte Renzi edificato a sua imperitura memoria.
E cari siciliani vi è andata anche bene perché altri imperatori sono passati alla storia per il gabinetto pubblico.

Luca Galante
Consulente Aziendale

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