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Sicilia, inizia un bel weekend dal sapore primaverile. Rischio cenere, uno sguardo alle correnti in quota

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Ormai da diverse settimane il nuovo assetto della circolazione atmosferica a scala continentale ha impresso una svolta all’andamento meteorologico in Italia e, più specificatamente, alle condizioni atmosferiche siciliane. Dopo le grandi piogge di dicembre e la lunga fase gelida che a più riprese ha interessato il mese di gennaio con apice per l’Epifania, il volto freddo e perturbato della stagione invernale ha lasciato posto a condizioni di prevalente variabilità in un quadro comandato dal flusso atlantico. Ne sono scaturiti una decisa diminuzione dei tassi di piovosità e un sensibile incremento delle temperature medie. I dati pubblicati dall’ ISAC-CNR di Bologna fugano ogni dubbio: in Italia il mese di gennaio ha chiuso con un’anomalia termica di -1,67°C rispetto alle medie del trentennio 1971-2000, mentre il bilancio termico di febbraio fa registrare un surplus di +2,11°C.

Il weekend appena iniziato trascorrerà all’insegna del bel tempo. La presenza di un flusso zonale alto, con perturbazioni confinate sull’Europa centro-settentrionale, determinerà condizioni stabili e ampiamente soleggiate sull’intero territorio regionale. Le temperature si manterranno su valori superiori alle medie del periodo e tipiche di metà primavera. Massime generalmente comprese tra 18 e 21°C, con punte di 23/24°C sulla Piana di Catania. I venti soffieranno deboli o moderati in prevalenza dai quadranti occidentali. Per una variazione delle condizioni atmosferiche occorrerà attendere probabilmente le giornate di martedì 21 e mercoledì 22, per l’isolamento di una ‘Upper Level Low‘ sul basso Mediterraneo: la primavera astronomica potrebbe debuttare, dunque, all’insegna di una maggiore presenza di nubi e di qualche pioggia sparsa, comunque non particolarmente significativa, in un contesto più fresco.

Nel fine settimana, frattanto, continuerà la stagione sciistica etnea, in particolar modo sul versante Nord dove il manto nevoso supera il mezzo metro alla base degli impianti. L’attenzione è chiaramente rivolta, tuttavia, all’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est, che ha prodotto una colata lavica tracimata nella Valle del Bove. L’esplosione freatomagmatica del 16 marzo è stata innescata dall’interazione tra il fronte lavico a quota 2700 metri (che nella superficie autobrecciata raggiunge circa 900/1000°C) e l’acqua di fusione dalla neve ed è stata seguita, nelle 48 ore successive, da altri episodi simili ma di entità più contenuta; il fenomeno avviene solo in determinati punti in funzione della superficie esposta della colata, dello spessore e del grado di compattamento del manto nevoso. Nelle ultime ore, inoltre, la cenere ha raggiunto l’hinterland di Catania, apportando disagi al traffico aereo dell’Aeroporto di Fontanarossa.

E’ possibile simulare la traiettoria assunta da eventuali plume vulcanici in funzione della concentrazione delle emissioni e della direzione e intensità delle correnti d’alta quota. Il progetto VAMOS SEGURO – nato da un partenariato composto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania, dall’Istituto Nazionale di Astrofisica di Catania, dal Comune di Montedoro e dall’Università di Malta – ha realizzato un sistema automatico per il monitoraggio e la previsione della dispersione delle ceneri vulcaniche dell’Etna. Sulla base di queste stime, nel caso in cui dovesse persistere l’attività eruttiva etnea, il rischio cenere nelle prossime 24 ore sarebbe ancora una volta concentrato sul versante sudorientale del vulcano, con possibile coinvolgimento dell’area a Nord di Catania; potrebbero abbassarsi, invece, i rischi per le piste aeroportuali, grazie ad una lieve rotazione della direzione delle correnti.

In accordo con l’analisi meteorologica tradizionale, invece, è possibile spingersi in un intervallo di tempo relativamente più lungo, seppur solo sommariamente: tra domenica e lunedì le correnti tenderanno a ruotare ulteriormente, decretando un eventuale coinvolgimento dapprima del versante Est e poi della fascia nordorientale. Martedì a potenziale rischio il versante occidentale e l’entroterra ennese. La palla passa al vulcano attivo più alto d’Europa.

Andrea Bonina | www.meteoetna.com

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