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Sicilia, irrompe l’inverno: le prospettive meteorologiche tra San Silvestro e i primi giorni del 2019

Dopo un inizio complessivamente stabile e non particolarmente rigido, la stagione invernale 2018/2019 sta per entrare nel vivo sulle regioni centro-meridionali italiane. Con l’anticiclone delle Azzorre in posizione di “blocco” tra la Penisola Iberica e le Isole Britanniche, a San Silvestro un nucleo d’aria fredda dai Balcani raggiungerà in moto retrogrado la Sicilia, apportando un sensibile calo delle temperature, una sostenuta ventilazione di Tramontana e condizioni d’instabilità più accentuate sulle province settentrionali. La prima irruzione d’aria fredda dell’inverno siciliano raggiungerà l’apice tra la sera del 31 e la notte di Capodanno: le precipitazioni, localizzate essenzialmente tra le province di Palermo e Messina, e in misura minore tra il trapanese, l’alto agrigentino, l’ennese e l’alto catanese, potranno assumere carattere nevoso a partire dai 600/700 metri di altitudine tra le Madonie, i Nebrodi, i Peloritani, i monti Sicani, gli Erei e l’Etna. 

Si tratterà con ogni probabilità di nevicate brevi ed intermittenti, in grado comunque di imbiancare le principali località sciistiche siciliane (Piano Battaglia, Piano Provenzana) e alcuni tra i comuni più alti della Sicilia (es. Floresta, Santa Domenica Vittoria, San Teodoro, Cesarò); andrà preventivato anche qualche disagio alla circolazione stradale lungo le arterie montane, ove dal 15 novembre vige l’obbligo di gomme termiche o catene a bordo. In tali contesti sinottici ed in presenza di temperature di pochi gradi superiori allo zero, alle quote collinari possono verificarsi, inoltre, rovesci di graupel o gragnola (la caratteristica idrometeora a “pallini” opachi e relativamente soffici, differente dalla neve a fiocchi e dalla grandine).

Le condizioni atmosferiche si mostreranno generalmente più stabili e asciutte lungo la fascia ionica sudorientale (basso catanese, siracusano) e sulle coste meridionali, sottovento alla circolazione in quota ed al suolo. Gli ultimi addensamenti nuvolosi si attarderanno tra i Nebrodi e le Madonie nella mattinata di Capodanno, prima di un generale miglioramento pomeridiano che ci farà compagnia anche nella giornata di mercoledì 2 gennaio.

Il modello meteorologico ECMWF evidenzia, ad oggi, la possibile instaurazione di un flusso gelido dagli estremi settori nordorientali del Continente europeo in direzione del bacino centrale del Mediterraneo tra il 3 e il 6 gennaio: ne scaturirebbe una fase caratterizzata da marcate anomalie termiche negative, con valori di 8/10 gradi inferiori alle medie climatiche. L’evoluzione, tuttavia, necessita di conferme

Una parentesi che rischia di rivelarsi assai breve. Sulla base delle più accreditate proiezioni dei modelli numerici a medio e lungo termine, si ritiene probabile una nuova e più marcata recrudescenza delle dinamiche atmosferiche di stampo invernale sul bacino del Mediterraneo a partire dal 3 gennaio. Coadiuvato dalla posizione dell’alta pressione delle Azzorre, estesa lungo i meridiani dal vicino Atlantico ai settori occidentali della Scandinavia, un flusso d’aria gelida di matrice artica-continentale proverà ad irrompere prepotentemente sull’Italia centro-meridionale dalla porta dei Balcani e del mar Adriatico, determinando un deciso abbassamento delle temperature e il ritorno delle nevicate a bassa quota sui versanti esposti. Si tratta tuttavia di un’evoluzione particolarmente complessa, ancora soggetta a significativi margini d’incertezza che possono ripercuotersi sensibilmente sui dettagli previsionali, che verrà approfondita nel prossimo aggiornamento della rubrica.

A tutti i Lettori de La Gazzetta Catanese giunga l’Augurio di un Sereno 2019.

Andrea Bonina

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