Meteo

Sicilia, le previsioni meteo per il Ponte dell’Immacolata

Secondo le convenzioni internazionali (WMO), alle medie latitudini le stagioni meteorologiche sono sfasate – in anticipo di circa 20 giorni – rispetto all’effettiva data di equinozi e solstizi: differentemente dal calendario astronomico, l’inverno ha inizio il primo dicembre per una ripartizione più utile agli studi climatici.

A livello sinottico, a guidare le prime fasi della stagione incipiente è la presenza di un coriaceo promontorio anticiclonico tra l’Oceano Atlantico e gli estremi settori occidentali del continente europeo. Un pattern favorevole a vistose ondulazioni della corrente a getto e, dunque, ad importanti scambi di calore lungo i meridiani, tra le alte e le basse latitudini. Mentre un flusso di aria relativamente mite si estende dall’arcipelago delle Canarie fino alle coste meridionali dell’Islanda e della Groenlandia, sul bordo orientale dell’alta pressione delle Azzorre correnti fredde di estrazione polare marittima o artica marittima raggiungono i settori centrali europei e il Mediterraneo occidentale, irrompendo dal Golfo del Leone e dalla Valle del Rodano. Si tratta di impulsi freddi e instabili che, associati a ciclogenesi sul Tirreno, a fasi alterne apportano rapidi peggioramenti del tempo e nevicate su Alpi ed Appennini.

Distribuzione e anomalie del campo di geopotenziale a 500 hPa (circa 5000-5500 m in libera atmosfera) attese nel prossimo fine settimana. Profonda circolazione depressionaria centrata sulla Scandinavia con apporti di aria artica marittima sull’Europa centrale; anticiclone delle Azzorre esteso lungo i meridiani atlantici. Da pivotalweather.com, modif.

Il 4 dicembre, in Sicilia i primi fiocchi stagionali hanno imbiancato alcuni comuni montani dei Nebrodi, le Madonie e, nel comprensorio nordoccidentale etneo, il centro storico di Maletto. Nella scorsa notte, i cieli stellati e la calma di vento hanno favorito una decisa diminuzione delle temperature minime e il fenomeno dell’inversione termica: la stazione meteorologica dell’aeroporto di Fontanarossa ha registrato appena 1°C. Nella rete SIAS, costituita in gran parte da centraline meteorologiche distanti dalle isole di calore urbane, spiccano i -2,5°C di Monte Conca e, soprattutto, i –1,8°C della piana di Paternò e gli zero gradi di Caltagirone e Noto. Valori generalmente compresi tra 1 e 6°C nei comuni etnei. 

Nonostante le temperature rigide e l’instabilità intermittente, alle pendici dell’Etna il manto nevoso non è ancora sufficiente per l’apertura degli impianti sciistici: per motivi orografici, il flusso mediamente occidentale a tutte le quote della troposfera non permette, infatti, l’ingresso di precipitazioni intense e consistenti. Appuntamento rimandato di qualche settimana, nell’attesa di un sostanziale cambiamento della circolazione atmosferica.

LA TENDENZA METEO DELLE PROSSIME ORE — Sulla falsariga dei primi giorni di dicembre, il Ponte dell’Immacolata trascorrerà all’insegna di condizioni meteorologiche variabili, in un contesto termico altalenante per il transito di una nuova saccatura nord-atlantica.

La giornata di venerdì 8 dicembre si mostrerà nel complesso gradevole, con un prevalente soleggiamento intervallato dal transito di innocua nuvolosità di tipo medio-alto, più compatta dalla sera a partire dalle province sudoccidentali dell’isola. Le temperature registreranno un lieve aumento, con massime fino ai 16/18°C nelle località pianeggianti e lungo i litorali. Venti deboli dai quadranti occidentali, in rinforzo dalla sera a partire dal trapanese. Mari inizialmente tutti poco mossi o quasi calmi; a fine giornata mosso il Tirreno occidentale.

Nella giornata di sabato 9 dicembre le condizioni atmosferiche registreranno un rapido peggioramento, in particolar modo sul versante tirrenico. Tra la mattinata e le ore centrali del dì, infatti, nubi e rovesci faranno capolino sulle province di Trapani, Palermo e Messina, per poi estendersi – in modo più blando e disorganizzato – alle restanti aree regionali. Tra il pomeriggio e le ore serali, l’instabilità tenderà a concentrarsi sul messinese, con qualche debole nevicata sui Nebrodi a partire dai 900/1000 metri di altitudine. Tempo più stabile e asciutto altrove. Stante l’ingresso di un nuovo impulso d’aria fredda dai quadranti nordoccidentali, le temperature andranno incontro ad una sensibile diminuzione, più marcata sui settori settentrionali; la quota dello zero termico si abbasserà dai 2000 ai 1200 metri. Venti in rotazione e rinforzo da Ponente a Maestrale; mari da mossi a molto mossi, ad eccezione dello Ionio sottocosta. 

Sabato 9 dicembre: tempo in rapido peggioramento al transito del fronte freddo. Piogge in ingresso dalle province di Trapani e Palermo, in successiva estensione al messinese. Temperature in deciso calo per l’afflusso di fredde correnti nordoccidentali.

La saccatura fredda abbandonerà la nostra regione domenica 10 dicembre. Nella giornata festiva una residua instabilità, via via più blanda e circoscritta, interesserà l’area dello Stretto di Messina e la dorsale dei Nebrodi nel corso della mattinata; cieli poco o parzialmente nuvolosi sulle restanti aree regionali. Temperature in nuova ripresa, venti deboli o moderati tendenti a disporsi dai quadranti occidentali.

Ad inizio settimana, un’ampia saccatura – alimentata da aria polare marittima e veicolata da un profondo centro depressionario tra la Germania e la Danimarca – si estenderà dal nord Europa alla Penisola Iberica, innescando un richiamo di aria mite dai quadranti sudoccidentali in Sicilia. L’elevato gradiente barico tra l’Europa centrale e il Mediterraneo orientale determinerà un notevole rinforzo dei venti meridionali (Libeccio, Ostro, Scirocco), con i massimi effetti sulle località tirreniche alle spalle delle Madonie, dei Nebrodi e dei Peloritani. In un contesto particolarmente ventoso, a tratti umido e improntato al passaggio di blandi sistemi nuvolosi, le temperature registreranno, dunque, un sensibile aumento.

Andrea Bonina | meteoetna.com

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