Cultura

“Sicurezza spaccata” cosa? da Adrano (Catania, Italia) un appello alla cura della comunità

Adrano. Zignale nuovo presidente del consiglio

Dal titolo evocativo “Sicurezza spaccata”, di un convegno su  tema di scottante attualità di dimensione local/nazionale – promosso dal locale meet-up e tenutosi venerdì scorso presso la sala delle adunanze di palazzo Bianchi, presente il Senatore della Repubblica Mario Giarrusso, il Sindaco Pippo Ferrante, un assessore, un paio di consiglieri comunali, qualche referente politico attuale,  cittadini giovani e meno giovani – si vuol procedere  ad una semplice proposta di agire collettivo.

In termini riassuntivi il discorso di Giarrusso s’è poggiato principalmente sul deficit di investimenti di risorse economiche a sostegno del comparto sicurezza interno (per meglio dire ordine pubblico), sulla scelta di allocazione delle risorse, sull’ inefficienza del sistema repressivo penale.

I cittadini sopportano un costo sociale inaccettabile da tale situazione, potendo al più difendersi tramite l’utilizzo di sistemi di sicurezza privata.

Il terreno di confronto dei cittadini intervenuti al convegno con il Sindaco Ferrante non si è discostato fondamentalmente dallo scenario nazionale delineato sopra, essendo anche qui le risorse economiche  municipali attuali  insufficienti e l’organico dedicato ai compiti di pubblica sicurezza ampiamente sottodimensionato rispetto ai compiti di sorveglianza del territorio.

Chi scrive ha anche partecipato  al convegno manifestando l’opinione che la vera sicurezza è un bene relazionale, fondato sul rafforzamento dei legami comunitari, anche attraverso la rivitalizzazione degli spazi pubblici, affinchè il tessuto sociale ne guadagni in inclusività e in coesione (ciò che aiuta a prevenire il disagio) e perché si sviluppi una cultura della legalità che è premessa dell’ordine pubblico e sostegno per i tutori istituzionali della sicurezza.

Adrano, Catania, la Sicilia, l’Italia sono pieni di  testimonianze  di persone che hanno incarnato l’amore per la vita, vogliamo seguire questi modelli?

Pietro Benina

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