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Situazione ST MICROELECTRONICS. La Federazione Provinciale di SEL vuole chiarimenti

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

La Federazione Provinciale di SEL Catania si unisce alla richiesta di chiarimenti, espressa sotto forma di interrogazione parlamentare dal nostro deputato Erasmo Palazzotto, riguardo il piano industriale ed il conseguente destino dei lavoratori della ST MICROELECTRONICS.
Come inizio della decadenza va citato il 2007, quando con un improvvido dietrofront la dirigenza di ST MICROELECTRONICS decise di abbandonare il settore delle memorie e, di conseguenza, di tornare indietro sulla decisione di costruire nell’area industriale etnea uno stabilimento ultramoderno della dimensione di due campi di calcio   e che avrebbe occupato altri 1200 lavoratori. Per quello stabilimento era stato attivato un contratto di programma da 2 miliardi di euro, di cui 450 milioni sostenuti dall’Unione Europea e dallo Stato Italiano. Fatto lo stabilimento produttivo, contestualmente si sarebbe potuto iniziare, secondo la consueta logica che legava il polo milanese e quello siciliano, una linea pilota nell’area ST di Agrate Brianza;
Subito dopo, la divisione memorie di ST con più di 1480 lavoratori è stata riversata prima in uno spin off, Numonyx, e, successivamente, acquisita dalla multinazionale statunitense Micron. Da allora in avanti i piani industriali di ST MICROELECTRONICS sono stati sempre più nebulosi e si sono focalizzati su una riduzione del perimetro industriale e su un’attenzione maniacale alla riduzione dei costi e dei dipendenti.
Attualmente a forza di tagliare e di non investire in modo adeguato, ci si trova di fronte ad un bivio drammatico: continuare ad esistere, riprendendo gli investimenti, od essere prima privatizzati e poi venduti. A questo interrogativo dovrebbero rispondere subito il governo italiano e quello francese, perché nel frattempo la nave inizia ad affondare ed in Francia sono già stati annunciati 2500 esuberi, di cui 1500 nel territorio transalpino e, sappiamo per esperienza, che un simile terremoto non lascierà indenne la parte manifatturiera italiana.
Per questo motivo, oggi chiediamo quali elementi il Governo intenda fornire al parlamento in ordine all’ annunciato piano di dismissione della quota azionaria pubblica della ST MICROELECTRONICS, nella considerazione che un settore strategico come la microelettronica non possa essere usato per fare cassa e una effettiva privatizzazione metterebbe a serio rischio gli stessi i lavoratori.
Federazione Provinciale SEL Catania
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