Cronaca

Spiagge gestite dalla mafia? Il comune chiede verifiche alla Prefettura e alla Questura. M5S: “Bianco si dimetta”

SPIAGGIE LIBER

Catania. Tornano le polemiche in merito alla gestione delle spiagge e dei solarium comunali. A far riaccendere i riflettori un articolo pubblicato ieri sul quotidiano MeridioNews che mette evidenza come il dipendente che gestisce i parcheggi della playa, per conto dell’azienda che si è aggiudicata l’appalto, sia Orazio Buda, cugino del boss del clan Cappello Orazio Privitera.

Un articolo che ha fatto sollevare un polverone sull’amministrazione comunale che ha diffuso il seguente comunicato:

Come già reso noto lo scorso primo agosto, le notizie riguardanti presunti gravi e poco chiari coinvolgimenti in indagini giudiziarie di dipendenti dell’azienda che ha vinto l’appalto della gestione dei solarium e delle spiagge libere, avevano indotto l’Amministrazione comunale a chiedere immediatamente alla ditta stessa l’elenco completo del personale, che è stato subito trasmesso in Prefettura per tutti gli ulteriori controlli del caso.
Oggi è stata inviata a Prefettura e Questura un’ulteriore nota per conoscere in particolare la posizione di un dipendente che si occupa della gestione dei parcheggi. Nella vicenda il Comune ha dunque dato tutta l’attenzione necessaria per garantire la massima trasparenza sulle procedure di assegnazione dell’appalto, ricevendo, sinora, tutte le rassicurazioni del caso da parte delle Autorità preposte.
Si ribadisce che, per qualsiasi bando emanato dal Comune di Catania, tutti gli atti finali vengono inviati al Prefetto, dal quale si attende il nulla osta prima dell’aggiudicazione provvisoria. Nelle normali procedure, viene vagliata e verificata la posizione di proprietà, vertici amministrativi e dirigenti ma non dei lavoratori. Per di più alcuni dipendenti sarebbero stati assunti dopo l’espletamento di procedure e controlli e dopo l’assegnazione provvisoria dell’appalto.
Il sindaco Enzo Bianco dunque ha chiesto all’assessore alla Polizia municipale Marco Consoli e a quello alla Legalità Rosario D’Agata di verificare con le Autorità preposte la fondatezza di alcune notizie di stampa riguardanti la situazione di taluni dipendenti dell’azienda che si è aggiudicata l’appalto. Se emergessero profili non compatibili con quella legalità che l’Amministrazione ha sempre perseguito l’aggiudicazione verrebbe immediatamente revocata.
Per il resto, l’Amministrazione, che da sola ha avviato tante battaglie per la legalità in tanti settori, non accetta lezioni da alcuno, soprattutto in un ambito in cui ha fatto luce su tante zone d’ombra.

Sulla questione è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle di Catania che, con una nota stampa, ha chiesto le dimissioni al sindaco Enzo Bianco:

Le ultime notizie, riportate dalla stampa, sulle presunte infiltrazioni mafiose nella gestione dei solarium sono estremamente gravi e dimostrano l’assoluta incapacità dell’amministrazione Bianco di controllare il territorio e governare la città.

Il gestore delle spiagge libere, Orazio Buda, cugino del capoclan della cosca Cappello, è un pluripregiudicato ed ex sorvegliato speciale in attesa di giudizio. Ma Bianco e il suo assessore alla Legalità Rosario D’Agata non lo sanno.

Le spiagge libere sono state aperte in ritardo (a metà stagione inoltrata) proprio per “garantire la massima legittimità” e “fugare qualsiasi ombra di illegalità”. Parola del sindaco. Peccato, però, che le ombre ci siano. E anche molto pesanti.

Peccato, anche, che l’affaire delle spiagge libere non sia un episodio isolato, ma solo l’ultima puntata di una serie di “leggerezze” di chi governa la nostra città.

Il M5s ha chiesto più volte a Bianco un confronto pubblico per far luce su alcuni fatti inquietanti (Empire, Pua e presunte infiltrazioni mafiose in Consiglio comunale) e per avere risposte esaurienti alle domande (inevase) che gli sono state poste in Commissione Antimafia. Abbiamo ricevuto solo silenzio da un sindaco probabilmente troppo impegnato a promuovere se stesso con una propaganda che richiama immagini dell’Istituto Luce del ventennio.

Catania deve essere amministrata da chi conosce il suo territorio ed è, quindi, in grado di proteggerla dalle infiltrazioni mafiose. Bianco e la sua giunta devono dimettersi!

 

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