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Teramo-Catania 1-0: rossazzurri incapaci di rimontare lo svantaggio iniziale. Di chi le colpe?

Allo stadio “Bonolis” di Teramo si affrontano, per la decima giornata del campionato di Serie C, la formazione locale allenata da Massimo Paci ed il Catania guidato da Giuseppe Raffaele.

Reduce dal deludente pareggio nel derby contro il Palermo, che ha fatto seguito alla doppia sconfitta contro Ternana e Bari, il Catania affronta la trasferta abruzzese con il desiderio di riscatto e, per questo, Raffaele cambia modulo ed interpreti. A causa dell’infortunio di Tonucci la difesa passa a 4 con Calapai, Claiton, Silvestri e Pinto in linea davanti al portiere Martinez. Il centrocampo a 3 vede l’esclusione dell’ecuadoriano Maldonado, sostituito in regia da Rosaia con ai fianchi Izco e Dall’Oglio. In avanti conferma per l’autore del goal del pareggio a Palermo Emanuele Pecorino, assistito da altri due giovani, ovvero Kevin Biondi ed Enrico Piovanello. In casa Teramo, Paci si affida al consueto 4-2-3-1 con i temibili Ilari e Costa Ferreira in appoggio al centravanti Bunino.

L’avvio di gara vede il solito approccio timido da parte del Catania e così il Teramo passa subito in vantaggio dopo appena 3 minuti: Costa Ferreira mette un ottimo pallone al centro dalla destra sul quale arriva Ilari che di sinistro calcia forte e teso e batte Martinez apparso leggermente in ritardo sulla conclusione. Abruzzesi avanti alla prima occasione e difesa del Catania ancora perforata come accade ormai da quattro partite.

I rossazzurri accusano il colpo e provano pian piano ad affacciarsi dalle parti della metà campo dei padroni di casa. Al nono minuto Pecorino si conquista un calcio di punizione da buona posizione che Dall’Oglio calcia in modo apprezzabile impegnando il portiere Lewandoski alla deviazione in calcio d’angolo. I rossazzurri provano a far girare palla, ma la manovra, come accaduto anche nelle precedenti gare, è abbastanza sterile e non porta ad azioni di gioco pericolose per la retroguardia avversaria. Al minuto 25 il centrocampista del Teramo Mungo, già ammonito, commette un brutto fallo su Claiton che avrebbe potuto portare al secondo giallo, ma l’arbitro lo grazia fischiando solo il fallo senza estrarre un altro cartellino e scatenando le proteste di Raffaele sulla panchina rossazzurra. Il Catania continua a tenere il possesso palla senza però registrare azioni degne di nota e, anzi, al 41esimo è il centravanti del Teramo Bunino ad andare vicino al goal con una bella conclusione dal limite dell’area di rigore che finisce di poco alto sopra la traversa. I rossazzurri, nonostante un baricentro altro e un discreto possesso palla, continuano a non creare pericoli alla difesa dei padroni di casa e dopo appena 120 secondi di recupero l’arbitro manda le squadre negli spogliatoi per l’intervallo. Brutto la prima frazione di gioco giocata dal Catania, in cui si è manifestata l’incapacità dei rossazzurri di creare gioco e di conseguenza costruire azioni da goal.

La ripresa ricomincia con gli stessi 22 uomini in campo ma dopo 4 minuti Raffaele provvede al primo cambio inserendo Reginaldo al posto di Piovanello ed è proprio il brasiliano al 54esimo a trovarsi solo in area di rigore e tentare la conclusione verso la porta da buona posizione, ma il tiro al giro dell’ex Treviso finisce di poco fuori. Al 59esimo buona discesa sulla fascia sinistra da parte di Pinto che entra in area di rigore e mette al centro ma sul pallone nessuna degli attaccanti rossazzurri riesce ad intervenire per calciare verso la porta. I rossazzurri, grazie anche all’esperienza di Reginaldo, sembrano più vivaci rispetto ai primi 45 minuti facendosi vedere più spesso dalle parti di Lewandoski. Al 64esimo, però, Bunino si ritrova un ottimo pallone in area di rigore e dopo aver dribblato Silvestri calcia a botta sicura trovando la deviazione di Martinez in calcio d’angolo. Un minuto dopo è Emmausso, entrato poco prima al posto di Biondi, a tentare la conclusione da ottima posizione, ma l’ex Vibonese allarga troppo il piatto destro e la palla finisce a lato.  Al 70esimo ci prova anche Pecorino con un sinistro dalla distanza, ma il tiro dell’ex centravanti della Primavera del Milan viene deviato in angolo. Al77esimo Raffaele rivoluziona la formazione inserendo Zanchi, Welbeck e Maldonado al posto di Dall’Oglio, Izco e Rosaia e passando al 3-4-3 con Maldonado e Welbeck a centrocampo e Zanchi sulla linea difensiva insieme a Claiton e Silvestri ed in avanti Pecorino assistito da Emmausso e Reginaldo.  I rossazzurri appaiono decisamente più propositivi rispetto al primo tempo e l’esperienza di Reginaldo rende la manovra offensiva più vivace ma le conclusioni in porta continuano a latitare. All’89esimo, su punizione calciata da Maldonado, Pinto svetta più in alto di tutti, ma la palla colpita di testa finisce di poco alta sopra la traversa. L’arbitro assegna 4 minuti di recupero nei quali il Catania prova il forcing finale, ma i rossazzurri non riescono a trovare la conclusione a rete ed al 94simo il direttore di gara effettua il triplice fischio finale che sancisce la vittoria del Teramo per 1-0 in virtù della rete siglata dopo appena 180 secondi da Ilari.

Ancora una sconfitta, dunque, per gli uomini di Raffaele che nelle ultime 4 gare hanno ottenuto un solo punto. Ancora un tempo di gioco interamente regalato agli avversari, questa volta è stato il primo tempo così come a Palermo, in cui i rossazzurri non sono stati in grado di costruire una sola occasione da rete. Fallimentare l’esperimento del 4-3-3 iniziale con Piovanello e Biondi praticamente inesistenti ed il centrocampo dato in mano a Rosaia e Dall’Oglio non ha prodotto nulla in termini di costruzione. Meglio nella ripresa con l’inserimento di Reginaldo che ha dato maggiore verve alla manovra e buono anche l’inserimento di Zanchi, apparso più propositivo sulla fascia rispetto a Pinto. Nel complesso, però, ancora una bocciatura per Raffaele ed i suoi ragazzi, apparsi anche oggi privi di idee e di una semplice trama di gioco. L’alibi della squadra nuova, composta da 17 nuovi arrivi, comincia a perdere valore perché la squadra gioca assieme già da 2 mesi e, pertanto, una certa coesione dovrebbe già far parte del gruppo etneo mentre, tutt’ora, si assiste a giocate individuali e non ha un vero gioco di squadra. Alla dirigenza il compito di capire di chi è la responsabilità di tutto ciò: il mister non riesce a farsi seguire oppure sono i giocatori che non seguono ciò che dice il tecnico? La risposta, ci auguriamo, possa arrivare in tempi brevi.

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