Cronaca

Terremoto di 4.9 nel catanese, feriti e ingenti danni a Zafferana Etnea

Ancora una volta la popolazione etnea viene colta nel sonno da un terremoto. Una scossa di Magnitudo 4.9, con epicentro a Viagrande, ha terrorizzato anche gli abitanti di Zafferana Etnea, Santa Venerina, Aci Sant’Antonio e Acireale i comuni più colpiti, ma anche di tutti i comuni del comprensorio, compresa la città di Catania. 

Erano le 3:19 quando la terra ha iniziato a tremare: non uno dei soliti terremoti lievi a cui la popolazione locale è più che abituata, ma una scossa intensa, violenta, che causa la caduta di mobili vari e la lesione di pareti interne ed esterne. La corrente elettrica salta, tutti scendono in strada. 

Chi ne ha memoria collega subito l’evento sismico a quello che distrusse buona parte della frazione di Fleri nel 1984. E il collegamento non è poi cosi sbagliato: a causare i tremori è la stessa faglia di allora, spinta dai movimenti profondi del magma che risale e alimenta l’eruzione in corso. 

Non si tratta di un evento sporadico. Dalla mattina del 24 dicembre sono state registrate in territorio etneo oltre mille scosse di terremoto, la maggior parte delle quali di Magnitudo inferiore a 2.5, quindi praticamente impercettibili, e alcune invece di Magnitudo superiore a 3.0. La più intensa quella di 4.9 della notte scorsa.

L’attività vulcanica è ancora in corso, gli studiosi tengono sotto osservazione l’evoluzione del fenomeno, ma si sa che alcuni eventi come i terremoti non sono prevedibili

Una trentina di persone si sono rivolte al pronto soccorso per ferite lievi o perché sotto shock, fortunatamente non ci sono state vittime. 

Ingenti i danni agli edifici. La frazione di Fleri (Zafferana Etnea) risulta la più danneggiata, anche se le opere di ricostruzione fatte dopo il 1984 hanno contenuto le conseguenze negli edifici privati.

Al momento numerose famiglie hanno lasciato le proprie abitazioni e attendono i rilievi degli organi preposti per sapere se possono fare rientro. Al momento, secondo l’ANSA sono almeno 15 gli edifici privati che hanno subito gravi danni, in particolare una famiglia si definisce miracolata perchè è sfuggita al pericolo grazie alla prontezza con cui hanno abbandonato casa. Si rilevano muri crollati e danni alle chiese.

A proposito di chiese, crollano il campanile e la statua di Sant’Emidio a Pennisi, frazione di Acireale. Sant’Emidio, tra l’altro, è considerato dagli abitanti della zona come il protettore del terremoto e la caduta della statua è interpretata da molti come un segnale di sacrificio e protezione verso i fedeli. A Fleri a pagare le conseguenze più gravi è la chiesa Maria Santissima del Rosario

Danni anche alla chiesa Madre di Aci Sant’Antonio che, dopo i sopralluoghi potrebbe essere dichiarata inagibile. 

A Santa Venerina ha determinato la caduta della statua che sovrastava la facciata della chiesa del Sacro Cuore, proprio nei pressi del Municipio, che schiantandosi a terra  si è frantumata in mille pezzi. L’assenza di gente nella piazza, date le ore notturne, ha permesso che non vi fossero feriti. Proprio là vicino, la notte precedente era stato acceso il tradizionale ceppo di Natale, un momento particolarmente sentito dalla gente che è solita assistere all’accensione della legna e alla sua graduale consumazione.

Crolli anche in alcune abitazioni della frazione di Cosentini, a confine con Pisano, frazione di Zafferana, dove un anziano è stato estratto vivo dalle macerie.

Danni anche in molte strade nelle zone di Cosentini e Maria Vergine dove vi sono molti muri crollati soprattutto nelle vie Mastro d’Acqua, Fossa Gelata, Cattaneo, Etna e Provinciale.

Fin dalle prime ore del mattino sul sito internet del Comune, all’indirizzo www.comune.santavenerina.ct.it  è stato pubblicato un avviso che consente di scaricare un modulo per la segnalazione dei danni e richiedere i sopralluoghi volti ad accertare la staticità delle case.

Il modulo, una volta compilato, potrà essere  consegnato presso la sede del Comune oppure  trasmesso all’indirizzo di posta elettronica certificata: utc@pec.comune.santavenerina.ct.it

Sin dai primi istanti, sul posto stanno lavorando incessantemente numerose squadre dei Vigili del fuoco, provenienti da molte province siciliane, e gli instancabili volontari di diverse associazioni di Protezione Civile. In mattinata è arrivato in visita anche il capo dipartimento nazionale Angelo Borrelli.

A Zafferana Etnea l’amministrazione comunale ha individuato nella scuola elementare di Fleri, in via Rossi, il centro di prima accoglienza per gli sfollati. A questi ultimi è stato servito anche il pranzo. Presso il palazzo comunale è operativo uno sportello per segnalare eventuali danni e richiedere dei sopralluoghi. 

Disagi anche sull’autostrada Messina – Catania. L’arteria è stata chiusa nel tratto Giarre – Acireale per eseguire alcune verifiche sul manto stradale, cosi da escludere pericoli per l’incolumità degli automobilisti.

ALTRI COMUNI

A Viagrande, comune dell’epicentro del sisma, non sono stati registrati danni gravi in centro storico, cosi come nelle scuole. A renderlo noto è il sindaco, Francesco Leonardi, che ha invece sottolineato come a restare colpita è la parte alta del comune (via San Giovannello, monte Gorna, monte Ilice e Licciardello) dove si registrano crolli di muri e lesioni nelle abitazioni. 

A Giarre, dai primi sopralluoghi, non sono emersi danni tranne alcune segnalazioni per lievi distacchi di intonaci in qualche edificio. La situazione è attentamente monitorata dalla struttura comunale di Protezione Civile, pronta a richiedere l’attivazione del C.O.C. (Centro Operativo Comunale) nel caso di ulteriori necessità. Per qualsiasi segnalazione di danni o altro si invita voler contattare il Comando di Polizia Locale al numero 095963259.

In alto