Cronaca

Tratta di persone e sfruttamento della prostituzione. Sei arresti

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Catania. La testimonianza di una prostituta minorenne di origine nigeriana, che esercitava la professione lungo la SS 417, ha portato all’arresto di sei persone accusate (cinque di loro) di associazione a delinquere finalizzata al reclutamento ed introduzione nel territorio dello Stato di giovani ragazze nigeriane, alcune delle quali minori, al fine di sfruttarne la prostituzione e per il delitto di tratta di persone con l’aggravante della transnazionalità, per esser stato commesso da un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno stato, ed una (OWAMAGBE Faith) di  favoreggiamento della prostituzione minorile aggravato, avendo la stessa favorito ed organizzato la prostituzione di una giovane minorenne nigeriana già vittima di tratta ad opera dell’associazione investigata. .

In manette sono finiti 1. JOHNSON Sandra (cl. 1992) tratta in arresto a Catania; 2. IGBINOSUN Friday (cl.1982) tratto in arresto a Genova; 3. AIGBEDION Kelvin (cl.1993) tratto in arresto a Roma; 4. ASEWO Emmanuel (cl.1989) tratto in arresto a Catania; 5. EKHATOR Jennifer (cl.1985) tratta in arresto a Roma; 6. OWAMAGBE Faith (cl.1985) tratta in arresto a Genova.

L’indagine nacque da un controllo eseguito lo scorso settembre nei confronti di una giovane prostituta nigeriana che, dopo gli accertamenti, risultò essere minorenne. La giovane, su indicazione della locale Procura della Repubblica per i Minorenni, venne collocata in una comunità e successivamente rendeva sommarie informazioni nel corso delle quali riferì di essere partita dalla Nigeria alla volta dell’Italia, dopo avere contratto un debito di decine di migliaia di euro con una madame “Mummy”, che l’aveva sottoposta al rito magico-esoterico denominato “JuJu”, in forza del quale in caso di inadempimento degli obblighi assunti, la giovane e i di lei familiari sarebbero stati colpiti da disgrazie di ogni genere.

Seguendo le istruzioni fornite da un “Boga”, responsabile del trasferimento, la minore intraprendeva un viaggio articolato in più tappe dalla Nigeria sino alla Libia: sul territorio libico si fermava diverse settimane, controllata a vista da persone armate ed, infine, dalle coste libiche si imbarcava a bordo di un gommone per raggiungere la Sicilia nell’agosto del 2015. All’arrivo in Italia la minore veniva collocata in una comunità nel nord Italia e, grazie al contributo di tutti i sodali operanti in varie parti del territorio, veniva “presa in consegna” e condotta nella città di Catania ove la attendeva la sua “madame” (asseritamente figlia della “Mummy” nigeriana che l’aveva sottoposta al rito “JuJu”),che provvedeva ad immetterla immediatamente nel circuito della prostituzione su strada. Le indagini tecniche, avviate sulla scorta del narrato della minore, consentivano di verificare l’esistenza di una vera e propria associazione, ben organizzata sul territorio nazionale, avente base operativa a Catania ma dotata di sedi distaccate anche a Genova e a Roma.

All’arrivo in Italia le vittime venivano agevolmente localizzate dall’organizzazione e, grazie all’apporto sinergico dei sodali, venivano “prelevate” dai luoghi ove risultavano collocate dalle autorità italiane e condotte presso i rispettivi sfruttatori: questi ultimi, poi, provvedevano a sottoporle ad un breve tirocinio di una settimana circa al fine di istruirle sull’attività del meretricio che avrebbero dovuto svolgere e i cui proventi avrebbero dovuto integralmente consegnare ai propri aguzzini per adempiere gli obblighi assunti con il rito “JuJu”. Lo sviluppo dell’attività investigativa consentiva di appurare che, in costanza di indagini, l’organizzazione aveva reclutato ed introdotto nel territorio nazionale almeno otto cittadine nigeriane, in parte minorenni, alcune delle quali non ancora identificate, tutte immesse nel circuito della prostituzione su strada.

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