Cronaca

Trivelle in Val Simeto, il “game over” lo dà la natura

L’eco delle promesse di prosperità di Enrico Mattei finisce in mestizia dopo ben 58 anni!

L’ultima prospezione in corso tra le province di Enna e Catania, in territorio di Centuripe, scoraggia persino la  multinazionale petrolifera che da circa due anni ha avviato ricerche per la coltivazione di idrocarburi: non è sostenibile (“il capitalismo si nutre sempre delle parole ed idee dei suoi nemici” così il sociologo Luc Boltanski)  estrarre gas qui, per via del sostrato di rocce cedevoli.

40 anni fa, l’Europa in piena crisi energetica di fine anni settanta del secolo scorso aveva scelto l’altra sponda del Simeto (in linea d’area al max. 2 km)  per il primo progetto mondiale per produrre energia elettrica dal sole (centrale Eurelios): non riuscì nonostante il solleone siciliano, seppur oggi la tecnologia di base poi migliorata ha permesso di costruire la più grande centrale solare in Marocco.

A ridosso del 2021 il medio Simeto, si  ritrova  a perdere l’ennesima sezione di terreno coltivabile;  un fiume e i suoi affluenti costretti da ben due dighe artificiali, (una terza: diga di Bolo, grande il triplo di quella di Ancipa, progettata nel 2006 dall’ex consorzio di bonifica di Catania, a troncare il fiume Troina, da qualche giorno ha avuto l’ok dalla giunta regionale siciliana, secondo il piano regionale di lotta alla siccità!) per finalità irrigue ed idro-energetiche, privato brutalmente per qualche chilometro delle sue acque sotto Adrano, dalla “quarara di Manganelli” a favore di una condotta forzosa che conduce ad una bacino di raccolta artificiale, ad un successivo canalone di cemento “ammalorato” e  ad un  impianto termoelettrico.

 Al netto di cambiamento climatico, desertificazione, inquinamento delle acque reflue non trattate provenienti dai paesi etnei sovrastanti, e del terreno per l’abuso di fertilizzanti chimici,  il quadro di perdita  di biodiversità è desolante.

Se l’impatto antropico non rientra nei termini della neutralità da CO2,  fra qualche decennio  un neo Fava potrebbe scrivere “l’Ultimo Uomo” anche per questa sezione di Sicilia, nonostante un passato di “Eden in terra” ed un futuro  che con la strategia nazionale aree interne, progetti Life, Psr, produzione energetica rurale diffusa, fa sperare in una rivitalizzazione del luogo  e  sostenibilità (ambientale, sociale, economica, istituzionale).

Area per diga di Bolo

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