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Ugl: “No alla creazione di una partecipata regionale ad hoc, aiutare invece le amministrazioni a stabilizzare”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

“Siamo allarmati per la sorte delle centinaia di precari che, ancora oggi, stanno lavorando alle dipendenze dei comuni e della città metropolitana di Catania e non vedono alcuno spiraglio positivo nell’ormai annosa vertenza della loro stabilizzazione. Diciamo no alla creazione di una partecipata regionale ad hoc, dove far transitare una mole così enorme di lavoratori che da anni operano all’interno di queste amministrazioni (talvolta espletando mansioni superiori a quelle previste dal contratto di lavoro) che, tra l’altro, in molti casi non possono farne a meno a causa dei progressivi pensionamenti. Riteniamo, oltretutto, ad alto rischio una simile operazione che rischierebbe di trasformarsi in un nuovo limbo dove collocare questi dipendenti. Se oggi, infatti, all’ordine del giorno abbiamo la questione del precario da stabilizzare, domani ci troveremo ad affrontare la situazione dello stabilizzato – precario. Perché una partecipata, seppur controllata da un ente pubblico, è sempre un soggetto di diritto privato che in qualunque momento può dichiarare fallimento (vedi la vicenda di “Sviluppo Italia Sicilia”) e mandare a casa il personale. Peggio ancora se tutto ciò è associato alla promessa dello sblocco dei concorsi con la quale si potrebbero creare riserve di posti messi a bando. Conoscendo, infatti, l’attuale condizione delle amministrazioni locali della nostra area metropolitana, che non riescono più a chiudere neanche i bilanci, quest’ultima idea ha più il sapore di uno spot che di una prospettiva futura concreta.” Lo dichiarano il segretario generale territoriale della Ugl Catania, Giovanni Musumeci, il segretario provinciale della federazione autonomie locali Giuseppe Viglianesi ed il responsabile delegato per le problematiche del precariato della stessa federazione Alessandro Catalano, che aggiungono: “Siamo anche contrari alla creazione di un nuovo carrozzone regionale perché si correrebbe il serio rischio di buttare al vento altri soldi, soprattutto per il mantenimento dei vertici amministrativo – gestionali. Ci appelliamo quindi ai governi, nazionale e regionale, ed ai parlamentari nazionali e regionali, affinchè possano trovare una soluzione urgente tale da poter consentire a questi enti di poter stabilizzare i lavoratori precari, anche tramite interventi diretti a sostegno dei bilanci già notevolmente massacrati negli ultimi tempi. Come Ugl, siamo convinti che bisogna seguire la strada già intrapresa dalla Regione Siciliana negli anni passati quando, accantonato il pensiero di creare una struttura partecipata, si è passati all’assunzione diretta dei dipendenti sino ad allora precari.”

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