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Un centinaio di comuni siciliani coinvolti nel “Distretto del Sud-Est”

“Insieme ce la possiamo fare”. E’ questo il messaggio che è partito questa mattina da Palazzo degli Elefanti in occasione dell’incontro voluto dal sindaco di Catania Enzo Bianco per l’adesione di tutti i comuni, quasi in centinaio, al Distretto Sud-Est Sicilia. Uno strumento che ha l’obiettivo di valorizzare il territorio delle tre province di Catania, Ragusa e Siracusa ma anche per sopperire alla visione Palermo-centrica della Regione siciliana. Il Distretto è dunque un metodo strategico che mira a riportare le aree vaste ed omogenee al centro delle politiche di sviluppo del territorio.

“Al Distretto – ha esordito il sindaco Bianco nel suo intervento – nato dal protocollo firmato dai comuni di Catania, Ragusa, Siracusa, le tre Camere di Commercio e le tre province, potranno aderire i comuni che fanno parte delle province di Catania, Ragusa e Siracusa. Ma ci saranno anche quei comuni, se lo vorranno, che gravitano di fatto nel Distretto medesimo ed hanno contiguità territoriale, culturale ed economica come, ad esempio, Taormina, Giardini e Castel Mola nel messinese, Piazza Armerina e Aidone nell’ennese, Gela, Niscemi, Mazzarino nel nisseno. Un’area – ha continuato il primo cittadino di Catania – che è senza dubbio la più attiva dell’isola, con il fatturato e il Pil più alti, con la maggiore presenza di beni culturali. L’area che produce di più in termini quantitativi e qualitativi. Una grande potenzialità che finora non è stata sfruttata in maniera non adeguata. Non considerata dallo Stato e con una Regione che ha fatto dello Statuto speciale un uso che non ci ha per nulla aiutato. Adesso dobbiamo essere in grado di operare autonomamente sui fondi europee perché le poche risorse che abbiamo non bastano. Eppure – ha ricordato Bianco – il nostro territorio ha oltre due milioni di abitanti, una rete infrastrutturale straordinaria con porti di grande importanza e ben due aeroporti”.

“Vi chiedo di aderire al progetto – ha continuato il sindaco di Catania – che abbiamo deciso non avere né spese né consigli di amministrazione ma utilizzeremo le professionalità che abbiamo già. Ci saranno tre ambiti, uno per provincia. Catania avrà il coordinamento istituzionale e curerà i rapporti con il Governo Nazionale che, attraverso il sottosegretario Graziano Delrio, ha già dato disponibilità a riconoscere il Distretto come soggetto adatto a presentare progetti che possano ottenere fondi europei. Ragusa si prenderà cura del Comitato scientifico e quindi di elaborare i progetti, Siracusa gestirà il Comitato organizzativo”.

“Vogliamo collaborare con la Regione – ha concluso Bianco – ed infatti il nostro prossimo incontro avverrà alla presenza del presidente Rosario Crocetta. Il successivo con il sottosegretario Delrio. Intanto passiamo dalla fase progettuale a quella operativa, designiamo i delegati e prepariamo i progetti che hanno un interesse comune ed una reale possibilità di essere portati a buon fine”

“Questa proposta è una grande intuizione. E’ una risposta efficace al sistema delle autonomie che di fronte alla crisi economica ha mostrato tutta la sua debolezza. La vera soluzione è il protagonismo del territorio”.

Giacomo Pignataro, Rettore dell’Università di Catania

“Dobbiamo presentarci all’Europa con un progetto organico che rappresenti il territorio”.

Federico Piccitto, sindaco di Ragusa

Numerosi i sindaci che hanno preso la parola. I sindaci di Bronte, Pino Firrarello; di Sant’Agata Li Battiati Carmelo Galati; di Castelmola, Orlando Russo; di Canicattini, Paolo Amenta; di Santa Croce Camerina Franca Iurato; di Ramacca, Francesco Zappalà; di Noto, Corrado Bonfanti; l’assessore di Trecastagni, Maria Catena Trovato; il vicesindaco di Mazzarino Christian Spalletta; il consulente del sindaco di Avola, Davide Barone; l’assessore Sonia Grasso di Mascalucia; l’assessore di Misterbianco Angela Vecchio; il presidente del Consiglio Comunale di Niscemi Carlo Attardi; l’assessore di Scicli Gianpaolo Schillaci; Pippo Gianninoto per la Camera di Commercio di Siracusa. Ha chiuso il vicesindaco di Siracusa Francesco Italia, sottolineando “il grande valore del distretto e le ricadute positive che avrà su tutta l’area”.

Tra gli altri erano presenti inoltre i sindaci ed i rappresentanti di Acate, Aci Castello, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Aidone, Avola, Caltagirone, Carlentini, Castelmola, Comiso, Ferla, Francofonte, Floridia, Grammichele, Gravina, Lentini, Licodia Eubea, Linguaglossa, Maletto, Mazzarino, Militello, Motta Sant’Anastasia, Niscemi, Noto, Paternó, Pedara, Piazza Armerina, Pozzallo, Ragalna, Ramacca, Randazzo, Riposto, San Cono, San Giovanni La Punta, San Pietro Clarenza, Scicli, Sortino, Viagrande, Vittoria e Zafferana. C’erano anche i rappresentanti della Provincia di Siracusa, dell’Agenzia di Sviluppo degli Iblei e della Camera di Commercio di Catania.

Scopo del Distretto del Sud-Est Sicilia, nato il 26 febbraio, alla presenza del presidente della Repubblica a Catania con i comuni di Catania, Ragusa e Siracusa, le tre camere di Commercio e le tre province, a cui in seguito si è aggiunta l’Università di Catania, è quello di avviare una stabile collaborazione volta alla predisposizione di un piano strategico d’area che possa portare alla realizzazione, in tempi medi e brevi, di progetti che abbiano una reale ricaduta sul territorio sui temi dello sviluppo. Uno strumento che sciolga i lacci della politica e della burocrazia regionale che consenta alla parte più attiva e ricca della Sicilia, quella Orientale, una propria autonomia nei rapporti con l’Europa e sui temi dello sviluppo mettendo in atto tutte le procedure necessarie, ed utili, per attirare investimenti sul territorio.

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