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Un click per la vita: nasce l’app per contrastare la violenza sulle donne

A cura di Ornella Fichera

Scalfire quel muro di frustrante e doloroso silenzio dietro cui migliaia di donne ogni giorno tendono a nascondersi. Questo è l’obiettivo che l’iniziativa ideata da Soroptimist (organizzazione internazionale a favore dei diritti delle donne) e patrocinata dal Comune di Catania vuole raggiungere, per cercare di contrastare un problema che incontra ancora molte resistenze culturali: nasce un app, ovvero un applicazione per smartphone gratuita e facilmente accessibile, ideata per prevenire e contrastare con un click la violenza sulle donne .
Alla conferenza stampa di presentazione, tenutasi nella sala consiliare di Palazzo degli Elefanti,
hanno partecipato il sindaco Enzo Bianco, il rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro, l’assessore alle Pari Opportunità Valentina Scialfa e, per il Soroptimist Club Catania, la presidente Licia Aresco e la coordinatrice del progetto Maria Silvia Monterosso.

«Uno strumento moderno – ha detto il sindaco Bianco – che potrà incidere su un problema complesso e delicato, amplificato dal muro di omertà che spesso circonda i casi di violenza. Dobbiamo quindi promuovere una nuova cultura: non sarà facile, ma tutti insieme, istituzioni, associazioni, scuola, famiglie, ci riusciremo».

L’app, tradotta in 12 lingue, prevede una serie di opzioni dedicate al pronto intervento e alla localizzazione in caso di pericolo, con accesso immediato  al 112, numero di emergenza attivo in tutti gli stati membri dell’UE, e al 1522, snodo operativo delle attività di contrasto alla violenza di genere e stalking istituito dal Dipartimento per le Pari Opportunità e accessibile da tutto il territorio nazionale 24 ore su 24, nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo, russo e arabo.
La app contiene anche una sezione dedicata ai centri antiviolenza accreditati su tutto il territorio italiano e una in cui sono sintetizzati i principali aspetti legislativi relativi ai reati di violenza e stalking, oltre ai percorsi di Codice Rosa presenti in alcune aziende ospedaliere.

«Un’iniziativa pensata dalle donne per le donne – ha spiegato la presidente di Soroptimist Licia Aresco – e che per la sua importanza è già stata presentata nella sede dell’Unione Europea a Roma e alla Camera dei Deputati. Quello che vogliamo è creare una rete di uomini e donne che si oppongono alla violenza, in particolare alla violenza di genere».

Nel corso dell’incontro è stato consegnato il “Premio Soroptimist d’Italia 2015” a Maria Andaloro, per aver ideato “Posto Occupato”, iniziativa di sensibilizzazione partita dalla sua città natale Rometta (provincia di Messina) e diffusasi presto oltre i confini nazionali. Il progetto prevede di occupare un posto in manifestazioni pubbliche “con un paio di scarpe rosse, un mazzo di chiavi, una borsa, a testimonianza di un delitto”. Ovviamente, anche la sala consiliare durante l’incontro presentava un “posto occupato”.
Sono intervenuti, fra gli altri, il procuratore aggiunto Marisa Scavo, Antonella Grassi per il Provveditorato, Giovanna Crisafulli per Federfarma (che sostiene il progetto), il vicecomandante della Polizia municipale Stefano Sorbino, rappresentanti della Prefettura, delle forze dell’ordine, del mondo dell’Università, della Sanità e  dell’associazionismo fra cui Carmen Bosco di Thamaia Catania.

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