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Zona industriale. Al tavolo tecnico anche le proposte dei sindacati

I rappresentanti dei sindacati Rosaria Rotolo, segretaria generale della Cisl etnea e il segretario territoriale Rosario Pappalardo, i n merito alla questione della zona industriale di Catania hanno dichiarato: “Se è inoppugnabile che la zona industriale va curata e resa attrattiva per chi vuole continuare a fare impresa e per favorire la presenza di nuove realtà, è altrettanto vero che il sindacato, e la Cisl in particolare, ha svolto, già a partire dal lontano 2002, un ruolo attivo per favorire la nascita di nuovi insediamenti produttivi e per difendere, laddove abbiamo potuto, quelli esistenti. E lo abbiamo fatto attraverso la contrattazione con le parti in causa. Per tale motivo rivendichiamo con forza la nostra presenza al tavolo di confronto che deve avere come argomenti centrali della discussione lo sviluppo industriale, la tutela dell’occupazione e la sicurezza dei lavoratori. Per l’attuale stato della zona industriale, bisogna per prima cosa individuare con certezza a chi appartengono le responsabilità di intervento e bisogna essere concreti: da troppo tempo si parla sempre degli stessi problem e degli stessi investimenti da fare.Ci sono migliaia di lavoratori e lavoratrici a qualsiasi ora del giorno e della notte esposti non solo al degrado delle infrastrutture ma anche al rischio sempre crescente di subire furti e aggressioni”.

Di manutenzione delle strade, dello scolo delle acque, della pulizia delle erbacce e dell’illuminazione ci piacerebbe che si smettesse di parlarne, perché grazie ai finanziamenti, di cui si continua ripetutamente solo a discutere, si possono realizzare davvero, e prevedere in maniera strutturale, interventi di manutenzione ordinaria indispensabili per la sicurezza dei lavoratori e delle imprese. Per l’incolumità personale è necessaria un’azione più intensa di pattugliamento del territorio da parte delle forze dell’ordine. L’insediamento di un distaccamento dei Carabinieri nella zona, già avvenuto anni addietro dopo una delle tante denunce della Cisl, va rafforzato con una maggiore presenza, così come è necessario insediare rapidamente un presidio medico al servizio di lavoratori e imprese”.

È necessario prevedere come rendere attrattiva l’area industriale catanese programmando gli investimenti necessari attraverso anche l’utilizzo di Fondi strutturali e di investimento europei. Quali progetti, in questo senso, vuole avere Catania e l’area vasta per impegnare le risorse UE 2014-2020?. Noi pensiamo debbano essere costruiti intorno alle esigenze delle realtà esistenti e avere una visione ampia di prospettiva per attrarre nuove realtà imprenditoriali per nuovo lavoro a Catania; così come pensiamo che la pubblica amministrazione debba investire nella progettazione tecnica, economica e finanziaria, che finora è stata carente, e senza la quale non è possibile definire progetti industriali innovative. All’amministrazione Bianco chiediamo da tempo un confronto concreto, con un nuovo metodo che superi le parole e divenga attento a come raggiungere gli obiettivi, o a verificare i risultati ottenuti per il lavoro produttivo. Perché Catania, lo ribadiamo, per la dinamicità del territorio, per le realtà già esistenti, può avere un ruolo importante da traino del Mezzogiorno del paese, attraverso le giuste scelte di politica industriale a partire proprio dal territorio e dai suoi insediamenti. Per tale ragione continueremo a chiedere l’avvio del confronto con tutte le parti sociali coinvolte: sindacato e imprese. Per definire progetti e obiettivi che incarnano le nostre idee di sviluppo del territorio, mettendo a disposizione anche gli strumenti contrattuali, per produrre risultati e riscontro per lavoratori e lavoratrici, per i giovani e per le tante, troppe, persone espulse ed escluse dal mercato del lavoro negli ultimi anni. Vogliamo discutere di come attrezzare il territorio in termini di infrastrutture al servizio delle produzioni, quale ruolo di ferrovie, porto, aeroporto, quindi di quale progetto di mobilità delle merci e delle persone nella nostra zona industriale e nella visione di area vasta del cosiddetto Distretto Sud-est. Di quali azioni per potenziare la rete telematica, stabilizzare la rete elettrica e ridurre i costi per il consumo di energia, più alto di oltre il 30% rispetto ad altre regioni italiane e favorire il credito alle imprese esistenti, alle start-up. Di come sviluppare progetti di filiera, anche favorendo aggregazioni di piccole e medie imprese, per la farmaceutica, la microelettronica, la green economy, l’agroalimentare, anche in relazione con gli importanti centri di ricerca presenti a Catania e con la stessa università.

In conclusione hanno parlato di “una mappatura delle piccole e medie imprese presenti nel territorio, al fine di metterle in sinergia tra loro e sostenerlo nello sviluppo di politiche attive del lavoro. Anche perché, la nuova riforma degli ammortizzatori sociali vedrà tramontare definitivamente l’utilizzo di quelli in deroga e assottigliarsi notevolmente la durata delle casse integrazioni guadagni sia ordinarie che straordinarie, Cigo e Cigs. Occorre pensare e concretizzare progetti per poter produrre uno sviluppo intelligente del territorio, che supera l’immobilismo della Regione Siciliana, nella spesa dei fondi, che favorisce la vitalità territoriale e avvia e concretizza la programmazione dello sviluppo nell’area vasta Distretto Dud-Est con tempi certi e rapidi».

Cettina La Fata

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